Lorena CANNIZZARO. Il potere femminile nell’Alto Medioevo: le figlie di re.

Figure sfuggenti, di frequente poco ricordate dalle fonti scritte, le figlie dei sovrani altomedievali hanno attirato negli ultimi anni l’attenzione degli studi di genere. L’analisi combinata di fonti storiche, iconografiche, epigrafiche e archeologiche, infatti, ha permesso di delineare una nuova immagine di queste principesse regie…

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Autore: Lorena Cannizzaro – 7.lorena.cannizzaro@gmail.com

Micaela Vernamonte. BERENICE I E ARSINOE II: DUE REGINE A CONFRONTO.

Parlare di donne nel mondo antico non è poi così facile: le fonti antiche non riservano molto spazio alla figura femminile e al suo ruolo all’interno della società, e di rimando per gli studiosi di epoca moderna e contemporanea è stato ed è particolarmente ostico questo argomento. Come gli uomini anche le donne si ritagliarono un loro spazio nella società ma le fonti preferirono focalizzarsi sul sesso maschile forse perché troppo condizionati da un mondo eccessivamente maschilista…

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Autore: Micaela Vernamonte – micaela.vernamonte@libero.it

Santi Maria Randazzo. IL LUOGO DI MORTE E DI MUMMIFICAZIONE DEL RE DI SICILIA FEDERICO III NEL 1337.

I cavalieri templari, o i Gerosolimitani, mummificano il corpo del re di Sicilia Federico III (1296-1337) prima che venga sepolto nella cattedrale di Catania e ne seppelliscono il cuore e gli altri organi in un convento di S. Giovanni Gerosolimitano in territorio di Misterbianco, in contrada Mezzocampo?
La notizia dell’attività di espianto degli organi interni, propedeutica all’imbalsamazione del corpo del re di Sicilia Federico III, che alcuni storici indicano come Federico II, ci viene fornita da Guglielmo Policastro, che cita quale fonte Pietro Speciale, il quale avrebbe riportato la stessa in un suo manoscritto che, dice il Policastro, dovrebbe trovarsi nella biblioteca comunale di Catania.
Così scrive Policastro: “Narra Pietro Speciale (manoscritto il Bibl. Comunale Catania) che l’astrologo Donato da Brindisi aveva predetto al Re Federico II che sarebbe morto “nelle parti gerosolimitane”; predizione che pareva incredibile, ma essa si avverò. Federico si trovava nel castello di Enna, in procinto di trascorrervi l’estate, allorché fu colto da un malore e decise di far ritorno nella sua capitale, in Catania. Ma giunto che fu a Paternò, aggravatosi dovette riparare nell’ospedale dei Gerosolimitani, ove morì sullo spirar di quel mese di giugno del 1337. La notte istessa del trapasso, ne fu imbalsamata la salma e lasciatone il cuore, sepolto in quella chiesa, sotto la guardia dei cavalieri crociati, la regale spoglia fu trasportata con ogni pompa nella sua Catania, che non cessava di piangere l’eroico re.”…

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Autore: Santi Maria Randazzo – santimariarandazzo@live.it    

Alberto Zei. Un eloquente esempio di professionalità nella storia dell’ archeologia etrusca.

“Occorre avere la modestia e la prudenza di riconoscere che non tutto è per noi spiegabile”
Tra Etruschi e Appiani – Da qualche tempo a questa parte, a seguito delle precisazioni sempre più a carattere stringente sulla arbitrarietà della decisione di trasformare l’ipogeo di Marciana  in una fantasmagorica zecca del Principato di Piombino, appare del tutto evidente che le azioni che la Pubblica Amministrazione della Provincia e della Regione dovranno intraprendere saranno quelle di ripristinare un patrimonio archeologico del nostro Paese, sottraendolo all’uso a cui finora è stato destinato.  Anche nella passata stagione estiva i fantasmi dei Principi Appiani, evocati dagli artefici della zecca, hanno guidato i visitatori a pagamento,  all’interno del museo colà allestito, dove di sicuro gli accompagnatori avranno saputo illustrare la storia di questa fucina nella quale venivano coniate le preziose monete…

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Autore: Alberto Zei – albertozei@libero.it

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