Maria Sklodowska Curie (Varsavia 1867-1934) e Rosa Luxemburg (Zamosch 1871-1915), entrambe russe-polacche o polacche-russe: le due donne più significative della umanità, dopo Maria, madre di Gesù.
Mentre di Maria e di Rosa è necessario ricordare almeno i fatti essenziali delle loro esistenze, di Maria Madre di Gesù è memorabile la sua maternità ed il Magnificat, le parole di ringraziamento ed anche di gioia che mormora, parole che racchiudono e sintetizzano gli ideali e le speranze degli uomini nelle loro lotte e conflitti secolari, fino ad oggi, parole che anticipano di duemila anni quelle, più umane altrettanto preziose, purtroppo sempre attuali, di alcuni spiriti eletti dei nostri tempi:
MAGNIFICAT
L’anima mia magnifica il Signore
Magnificat anima mea Dominum
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
quia respéxit humilitátem ancíllæ suae.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Ecce enim ex hoc beátam me dicent
Ha mostrato la potenza del suo braccio,
omnes generatiónes.
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
Fecit poténtiam in bráchio suo,
ha rovesciato i potenti dai troni,
dispérsit supérbos mente cordis sui;
ha innalzato gli umili, depósuit
poténtes de sede
ha ricolmato di beni gli affamati,
et exaltávit húmiles;
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
esuriéntes implévit bonis
et dívites dimísit inánes.
Chi mai ha espresso tali rivoluzionarie sempre ancora sostanzialmente speranze, con parole più degne e gravide?
LE AFFINITA’ di Maria e Rosa: due mondi solo apparentemente differenti perché uno, quello di Maria SKLODOWSKA dedicato alla scienza ed alla ricerca, quello di Rosa Luxemburg più immediato e vicino all’uomo, perché dedicato alla politica, alla lotta sindacale, al giornalismo, alla letteratura; il primo si realizza e svolge nel chiuso del laboratorio o dell’aula universitaria mentre quello di Rosa nella piazza, nella strada, nel ‘vortice’.
A fondamento di entrambe, la passione smisurata della ricerca e dell’impegno, la volontà di raggiungere gli obiettivi ad ogni costo e smisurata premura per il prossimo; la consapevolezza senza riserve della libertà ed indipendenza proprie, pragmatismo indiscutibile nelle proprie azioni e sovranità intellettuale e culturale. Coraggio indomito. Maria e Rosa, massima laboriosità e spirito di sacrificio, inderogabile senso del dovere ed affidabilità; aconfessionali, sensibili senza scrupoli o freni all’amore ed agli affetti. Ruolo determinante e significativo alla istruzione, anche per “costruire un mondo migliore”.
Non conosco altri epiteti per individuare queste due splendide donne: ogni aggettivazione per loro è insufficiente: non è niente commisurato a loro. Poliglotte entrambe: l’una polacco, russo, francese, Rosa anche Tedesco. Maria ostile alla Russia dominatrice della Polonia, lei invece sempre sollecita del suo paese al quale dedicò una delle sue due scoperte che le meritarono il premio Nobel e cioè la sostanza radioattiva da lei chiamata polonio e creò a Varsavia, come aveva fatto a Parigi, l’istituto del radio che destinò la sorella Brodislawa a dirigere.
Rosa LUXEMBURG di relgione ebraica, nata a Zamosch (1871) all’epoca in gran parte ebraica come la fiorente Odessa in Ucraina. Amante degli animali, piante e fiori, malgrado una vita molto dinamica (“il vortice”) e le non poche assenze per i periodi trascorsi in prigione, ebbe una gatta di nome ‘mimì’ quale compagnia; socievole, leggermente claudicante da bambina ma sempre attraente e ricercata, sensibile fino alle lacrime alle sofferenze sia degli uomini sia degli animali: si ricorda l’episodio del bufalo rumeno (lettera a Sofia Liebknecht, dic. 1917) bastonato a sangue da un feroce criminale bipede al quale assistette dalla sua prigione di Breslavia: i grandi occhi neri del povero bufalo le apparvero pieni di lacrime e anche lei non potette fare a meno di commuoversi e di piangere allo spettacolo mentre il truce seviziatore passeggiava nel cortile fischiettando.
Maria SKLODOWSKA nata a Varsavia 1867: occhi neri intensi, fronte alta, volontà di acciaio, bella apparenza; piuttosto chiusa, partecipe a quanto di suo interesse professionale ma non solo, pronta a rinunciare a tutto nella salvaguardia dei suoi proponimenti e finalità. In quel momento la famiglia ebbe problemi economici e le due sorelle -tre anni di differenza- fecero un patto: tu, Maria, lavorerai per aiutarmi a laurearmi e quando è il momento io, Brodislawa, farò lo stesso per te: e così avvenne. Maria dal 1885 lavora come governante e istitutrice, circa sei anni, fino a +- sett. 1891, anno in cui si trasferisce a Parigi dove la sorella era diventata medico. Maria e Rosa riuscirono a realizzare le loro ambizioni di studio e sebbene nella Polonia-Russia fosse proibito alle donne l’accesso alle università come lo era in Russia zarista, entrambe riuscirono a seguire corsi regolar e a portarli a termine: Marie (non più Maria, francesizzato: Marie) alla Sorbona di Parigi in fisica nel 1893 e poi in matematica nel 1894 e Rosa a Zurigo in filosofia e laurea in giurisprudenza nel 1897: non si contano le difficoltà incontrate dalle due donne nel corso degli studi e nella professione in un mondo maschilista. Marie nel 1895 sposa Pierre CURIE professore alla Sorbona: il nome fatale Marie Curie! hanno due figlie. All’università lavorano alla radioattività. La ricerca degli elementi è indefessa, senza soste: nel luglio del 1898, tappa fondamentale nella storia della scienza, Pierre e Marie riescono ad isolare una piccola quantità di un nuovo elemento, 330 volte più radioattivo dell’uranio già conosciuto, che col marito chiamò polonio in onore del suo paese. Nel 1903 Marie e il marito assieme al Prof. Bequerel ottengono il premio Nobel!
Il 19.4.1906 giorno tragico nella esistenza di Marie: il marito muore investito da una carrozza. La vita continua. La Sorbona le affida il corso tenuto dal marito: sarà la prima donna a salire sulla cattedra nella storia secolare dell’ateneo. La tappa ancora più radicale e innovatrice fu il giorno 28 marzo 1902 quando Marie nel suo quaderno degli appunti poté registrare RA=225,93 peso atomico del radio! Questo elemento, fondamento primario della scienza, come l’uranio, il radio, si trova in un materiale particolare che si chiama pechblenda in quantità infinitesimale: per ottenerne un grammo Marie dovette lavorare giorni e giorni a purificare, dice la storia. una quantità enorme di sette tonnellate! Ma il radio fu la fine di un’avventura senza precedenti nella storia della scienza nel cui edificio Marie Sklodowska Curie occupa uno dei piedistalli più elevati!
Le ricerche sul Radio comportarono un sensibile impegno nella chimica per cui nel 1911 un secondo premio Nobel, questa volta per la chimica: non c’è uno scienziato che abbia ricevuto due premi Nobel per due materie differenti.
Un dettaglio tipico della personalità di questa donna veramente fuori del comune: una decisione insolita unica, Marie Curie Skłodowska intenzionalmente non depositò il brevetto internazionale per il processo di isolamento del radio, decidendo di lasciarlo libero affinché la comunità scientifica potesse effettuare ricerche senza ostacoli”.
Numerose e varie le sue attività ed iniziative scientifiche e professionali e le benemerenze ricevute, ovunque nel mondo nel campo della medicina e della scienza: il suo nome era sulla bocca di tutti.
Morì nel 1934 ed inumata affianco al marito a Passy in Savoia. Nell’aprile 1995 era Presidente Mitterand e le spoglie di Marie e di Pierre vengono traslate al Panthéon di Parigi, la prima donna a trovarvi posto, affianco a re e regine e celebrità nazionali: oggi sono sei-sette, quasi tutte partigiane salvo Simone Veil, ebrea reduce da Auschwitz, giudicessa e presidente del Parlamento Europeo.
Rosa Luxemburg l’abbiamo lasciata per due anni nella prigione di Breslavia, nella Slesia ora polacca. Rosa a seguito della sua passione politica e la sua fiducia nella rivoluzione quale sola soluzione alle ingiustizie verso i lavoratori, fu spesso vittimizzata dai governi ed imprigionata: pur se sovente condizioni quasi invivibili, comunque momenti positivi per Rosa per lo studio e la elaborazione dei suoi numerosi scritti, alcuni di grande valenza dottrinaria.
Il 15 gennaio 1919 il governo socialdemocratico di Friedrich Ebert a Berlino, più Nazista che socialista, ex operaio e sindacalista, guerrafondaio che appoggiò e sponsorizzò gli altri partiti socialisti di Germania e di Europa alla guerra, ordinò ai propri accoliti i cosiddetti Freikorps cioè dei paramilitari di destra cioè un’armata di facinorosi anticomunisti e di fascisti, futuri seguaci delle SS naziste, pari alle squadracce fasciste ed agli ICE di Trump, di zittire Rosa e Karl Liebknecht che invece si erano schierati apertamente contro: i sicari sequestrarono prima Rosa e dopo averla tramortita, in macchina durante il trasporto fu ammazzata e il corpo gettato nel canale che fiancheggiava la strada; il compagno Karl Liebknecht invece fu portato allo zoo e qui trucidato. Un delitto di stato, ancora oggi impunito: era la Repubblica di Weimar del partito socialdemocratico! Le esequie di Rosa e di Karl Liebknecht, vittime ingenue ed appassionate, furono un trionfo, le cronache parlano di diecine e diecine di migliaia di persone al corteo funebre. Certo è che ogni anno, di sabato, intorno al 15 di gennaio, nel Cimitero centrale di Friedrichsfelde a Berlino, davanti al monumento a lei e a Liebknecht, ha luogo una commemorazione!
Per ultimo, sempre tenendo a mente Rosa, ricordo l’epitaffio che le dedicò quel grande di Bertold Brecht:
”«Die rote Rosa nun auch verschwand.
«Ora è sparita anche Rosa la rossa.
Wo sie liegt, ist unbekannt.
Dov’è sepolta non si sa.
Weil sie den Armen die Wahrheit gesagt,
Siccome disse ai poveri la verità,
Haben die Reichen sie aus der Welt gejagt».
I ricchi l’hanno spedita nell’aldilà».
Autore: Michele Santulli – michele@santulli.eu