I musei del Cibo del parmense come esempio di Best Practice.
L’autore intende portare all’attenzione del lettore la relazione esistente tra la valorizzazione del territorio e il suo patrimonio culturale, ovvero quell’insieme di caratteristiche, tangibili ed intangibili, che danno al luogo la sua definizione ed immagine particolare; in altre parole, la sua identità.
Il contributo tende ad inquadrare, mediante l’esperienza degli autori nei cantieri di scavo, il pregresso dell’evento traumatico, raro da inquadrare, lungo un percorso ragionato (Mannoni 2003): non si possono coniugarne i termini senza analizzare natura da un lato, cui ci intratterranno gli amici triestini Bressan e Vuan, e uomo dall’altro. Dopo una corposa carrellata su metodi costruttivi e degrado edilizio affronteremo accertamento del danno e conseguenze collaterali.
Dunque stratificazione geologica, archeologica e costruito compongono quell’azione antropica vittima dell’evento tellurico: il metodo auspicato in premessa si costruisce quotidianamente con la documentazione delle evidenze, e dimostra come in ambiti geografici diversi la tecnica,influenzata da esperienza e risorse, enuclei sempre i risultati più funzionali.
Le rovine del castello di Lovero, paese dell’alta Valtellina ubicato a oriente di Tirano, si conservano oggi a una quota di 644 m. circa sulla sommità di un dosso boscoso localizzato a SE del centro abitato e a monte della chiesa di Sant’Alessandro.
Nel complesso rupestre del “Padre Eterno” di Gravina in Puglia (BA), lungo la piattaforma di calcarenite che lo separa dal burrone “la gravina”, sono presenti alcune incisioni di figure geometriche, il cui significato è stato decodificato tramite uno studio pilota che ne ha analizzato la disposizione regolare in relazione al ciclo solare, riconoscendo, in esse, la funzione di segnare lo scorrere del tempo, attraverso uno strumento che, confrontato con la descrizione di altri strumenti antichi presente in letteratura, è apparso essere originale della cultura peuceta, la quale possedeva quindi la capacità di orientarsi nel tempo, pur non possedendo una lingua scritta…