Luisa Colombo, Stefano Pruneri. Le rovine della rocca di Musso.

Il castello di Musso – che sarebbe meglio definire rocca, almeno nel periodo del la sua massima espansione – si sviluppava per un dislivello di oltre 300 metri lungo la dorsale del l’omonimo Sasso, sperone roccioso che, scendendo dalle propaggini nordorientali del monte Bregagno, si getta nel lago di Como, al confine tra i comuni di Musso e di Dongo, in provincia di Como.
Una primitiva fortificazione esisteva in loco forse già a partire dall’Altomedioevo, sebbene le prime notizie documentarie che trattano della presenza di un castello – che all’epoca apparteneva a Jacopo Malacrida – risalgano al 1335.

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In Camper Goboony per castelli di Italia

Le vacanze estive sono alle porte, ognuno di noi sceglie il modo migliore per trascorrerle ma il camper è diventato di tendenza. Grazie al progetto della start up olandese Goboony è possibile usufruire di una forma di noleggio conveniente. In un facile sito da navigare i proprietari mettono a disposizione i camper ed i turisti privi del mezzo possono agevolmente utilizzarlo. E’ questo un progetto che vede sharing mobility applicata al turismo.

Una volta scelto il periodo di viaggio e prenotato un camper su Goboony si può partire verso le mete più interessanti. Noi vi proponiamo un tour tra i castelli più belli di Italia.

  1. Il castello di Miramare: è una meraviglia di Italia. Sorge quasi a picco sul mare del maestoso ed imponente Golfo di Trieste. Il castello ancora completamente agibile è stato fatto costruire dall’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo per dividere la vita con la bella Carlotta del Belgio. Oggi è possibile ammirare ancora gli arredi originali. Attorno al castello un parco con un ulteriore Castelletto, edificio dedicato alla residenza degli sposi reali in attesa che venisse edificato il maestoso castello. Attorno all’edificio oltre la bellezza le tante misteriose leggende che lo fanno inserire tra i luoghi più ricchi di mistero d’Europa.
  2. Castello Scaligero di Sirmione:   si tratta di una particolare fortificazione lacustre. Il castello infatti è completamente  bagnato dalle acque del Lago di Garda.  Da notare la particolare merlatura delle mura e le tre torri, la particolare bellezza architettonica anche qui viene esaltata da una triste leggenda d’amore che racconta di fantasmi e storie dal sapore romantico ed eterno.
  3. Castel del Monte: è questo un castello da visitare. Situato nel comune di Andria, in Puglia, è un edificio fatto costruire dall’Imperatore Federico II. La sua  pianta ottagonale è unica al mondo. Nessun fossato e nessun elemento tipicamente difensivo lo caratterizza. Scale a chiocciola e feritoie lo rendono misterioso. E’  stato costruito secondo precise geometrie matematico-astronomiche ed è ricco di simbolismi. Anche qui non mancano storie e leggende misteriose da ascoltare magari al tramonto.
  4. Castello Aragonese di Ischia: questo è un antico castello che sembra essere stato voluto dal tiranno di Siracusa, Gelone.  Solo dopo, passando attraverso ai secoli e alle dominazioni diventa Aragonese. Molto simile nei dettagli al Maschio Angioino a Napoli.

Se questi a nostro avviso sono quelli in cui una tappa la si deve fare è vero che di castelli l’Italia è molto ricca, un po’ ovunque se ne trova uno che merita di essere tappa di un viaggio alla scoperta del cuore antico del BelPaese ed in particolare a caccia di misteri e leggende.

ELIANA BERTAMONI (+ 2017), PIERMASSIMO GHIDOTTI, Note di archeologia postclassica dal territorio centropadano.

La negatività implicita nella definizione secoli bui attribuita ad una età di mezzo genitrice  della modernità origina dalla necessità postunitaria di coagulare nel passato imperiale classico  la costituenda identità nazionale. L’archeologia classica ha solo di recente scisso il forte legame con antiquaria, storia dell’arte ed estetica, quando tale impostazione, sedimentata negli ambienti accademici è incrinata, nel secondo dopoguerra, dalla connotazione sociale di Bianchi Bandinelli prima e da quella positivista di Andrea Carandini. Il portato dei due capiscuola classicisti integra varie esperienze, tra cui quelle del ligure Nino Lamboglia (Mannoni 2003), che sedimentano nel manifesto di Erice (Tp) del 1974, nella coeva rivista Archeologia Medievale, e, a seguire, in  Archeologia Postmedievale che elimina le ultime cesure cronologiche.

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Vedi: 1a)Per un database dei siti medievali centropadani

Vedi: 6a)Per un database dei siti postmedievali centropadani

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