Archivi categoria: Archeologia

Laura CHINELLATO, Maria Teresa COSTANTINI, L’altare di Ratchis – L’originaria finitura policroma: prospetto frontale e posteriore.

in Forum Iulii, XXVII (2004)


L’altare di Ratchis è arredo liturgico longobardo prestigioso ed unico nel panorama scultoreo altomedievale non solo di ambito nazionale.


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Autore: Laura Chinellato, Maria Teresa Costantini

Email: laura.chinellato@libero.it

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Giuliano CONFALONIERI, Considerazioni sull’archeologia subacquea.

Victor Hugo considerava la nave una dimostrazione delle capacità dell’uomo di confrontarsi con il mare, simbolo della potenza del Signore. La difficoltà di fare il punto nave e la dimensione ridotta degli scafi hanno fatto privilegiare agli antichi il traffico di piccolo cabotaggio.


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Autore: Giuliano Confalonieri

Email: giuliano.confalonieri@alice.it

Allegato: archeologia subacquea.pdf

Giuliano CONFALONIERI, Arte primitiva in Liguria.

Nelle Alpi Marittime, sul Monte Bego nelle vicinanze della provinciale che da Ventimiglia conduce al Colle di Tenda, sono visibili a oltre 2.000 di altitudine quasi 40.000 incisioni rupestri realizzate tra la fine del periodo Neolitico e l’età del ferro: antenate della moderna arte naif, raffigurano – in maniera stilizzata ma già con le premesse di una evoluzione artistica – esseri umani, animali  e utensili. Picchiettate o graffiate sulla roccia, le prime sono generalmente su supporti di arenaria o calcarei, le seconde eseguite con strumenti appuntiti sono presenti su diverse composizioni minerali poiché l’adozione di tecniche diverse è conseguente al tipo di roccia ospitante.
Nella Liguria occidentale le incisioni sono per la stragrande maggioranza picchiettate, ad esclusione di quelle paleolitiche dei Balzi Rossi (Ventimiglia) e quelle dell’area del Monte Beigua (Varazze) prevalentemente graffite, confermando come la diversa tecnica incisoria non modifichi la primitiva esigenza espressiva.
I Balzi Rossi, colate calcaree di materiali ferrosi, sono le opere antiche tra le più importanti in Europa, testimoni della presenza umana nell’era glaciale. La prima Grotta è stata scavata nel 1928 dall’Istituto Italiano di Paleontologia e ha fornito materiali fino al Paleolitico superiore, la seconda – scavata dal 1858 al 1928 – ha rivelato numerose tracce di focolari e inumazioni di due bambini ornati con conchiglie marine. Nel 1872 furono esumati scheletri, ossa di pantere e cervi rivelando tracce del ritiro del mare che lasciò pianure nelle quali fu possibile praticare la caccia. Le segnalazioni del fenomeno iniziarono all’inizio del Novecento stimolando l’interesse degli studiosi che negli anni Trenta diffusero le notizie il cui carattere scientifico era intriso delle idee del tempo (razza ariana ancestrale).
La catalogazione riprese dopo la fine della II guerra mondiale, e negli anni Cinquanta iniziò la tutela del patrimonio rupestre; furono organizzate esplorazioni più vaste che condussero alla pubblicazione del volume: La civilisation du Val Camonica (valle della Lombardia dove le figure sono più elaborate che altrove con simboli solari e scene di caccia, opera dei camuni, antichi abitatori della zona sottomessi dai romani nel 16 a.C.).
L’area del Beigua (Parco Regionale), intervallata da valli ed altipiani, ha costituito per millenni un rifugio per varie comunità che sfruttavano agricoltura, allevamento nonché il legname dei boschi, la selvaggina e le grotte protettive. È anche probabile che fosse un polo religioso, una specie di santuario per i fedeli. Infatti le incisioni rupestri raccontano manifestazioni di culto e preghiere. Caverne e grotte sono testimoni dell’evoluzione umana, rifugi naturali per animali e per gli uomini preistorici.
Toirano, Borgio Verezzi, Grotta delle Fate, Arene Candide, Caverna dell’Arma. Nel 1981 il prof. Giacobini dimostrò la presenza di insediamenti umani (Uomo di Neanderthal – Homo Sapens) nelle valli di Finale Ligure. I siti archeologici di questo territorio sono estremamente importanti per studiare l’excursus della nostra razza. Molte testimonianze sono raccolte nel Museo Archeologico di Finale Ligure (presso il complesso di S. Caterina a Finalborgo, fondato come convento nel 1359 dalla dinastia dei Marchesi del Carretto, Signori del territorio dal XII sec. al 1602) e trasformati per un certo periodo in carcere dal 1865), dal Paleolitico al Neolitico quando la sopravvivenza passò dalla caccia all’agricoltura ed alla pastorizia. Segue poi l’Età dei Metalli (rame, bronzo, ferro) che inevitabilmente costituì un sostanziale cambiamento nei costumi e nella società. Purtroppo la frenesia del nostro tempo ha dimenticato o distrutto molti siti (cave e cementificazione) che avrebbero potuto dare molte informazioni inedite. La provincia di Savona ospita grotte visitabili con gruppi guidati: q

Roberto CAPRARA, Franco dell’AQUILA, Note sull’organizzazione urbanistica degli insediamenti rupestri. Tra Puglia e Mediterraneo.

in “Insediamenti rupestri di età medievale: abotazioni e strutture produttive. Italia centrale e meridionale“.
Atti del convegno di studio, Grottaferrata, 27-29 ottobre 2005, a cura di Elisabetta De Minicis. Fondazione Centro Italiano di studi sull’Alto Medioevo, Spoleto 2008.


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Autore: Roberto Caprara, Franco dell’Aquila

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