Archivi categoria: Archeologia

Pierluigi Banchig. Ponte Sonti: nuove evidenze alla Mainizza.

La Tabula Peutingeriana riporta, dopo Aquileia sul percorso verso Iulia Emona (Lubiana), la località XIII Ponte Sonti; nei pressi il fiume Fl Frigid, trascritto in rosso come quasi tutti gli altri corsi d’acquai, è rappresentato dai monti sino alla confluenza in un lago di pianuraii. La distanza da Aquileia alla Mainizza, chilometri 21, corrisponde alle miglia dell’itinerarium pictum, puntuale riscontro che permette la precisa localizzazione del ponte. In questo documento l’idronimo Isonzo è attribuito al luogo del ponte, mentre il fiume è chiamato Frigido. La funzionalità pratica della Tabula attribuisce interesse principale all’itinerario e privilegia l’indicazione del  fiume Frigidus, il Vipacco, che segna il percorso della strada verso Emona, importante e frequentata dorsale di collegamento con la Pannonia. Alla confluenza dei due corsi d’acqua, la via attraversava il fiume principale e proseguiva verso est: l’Isonzo era conosciuto con il suo nome, come attestato dai ritrovamenti in seguito elencati, ma per il compilatore della carta stradale risultava funzionale indicare il corso e la vallata del Vipacco.

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IMG_20170813_170138[1]Nel mese di agosto del 2017, dopo un lungo periodo di siccità, tornarono evidenti numerose pietre certamente residui delle strutture del ponte. Ad alcuni sopralluoghi non emersero novità rispetto a quanto già conosciuto e descritto dell’allegato documento di Pierluigi Banchig.
IMG_20170817_184819A documentazione si riportano alcune immagini relative.

M. Buora, S. Magnani, L’area del Mottaron, all’estremità occidentale delle mura bizantine di Aquileia

L’area del così detto Mottaron(e), o Montiron, si trova al margine della cinta urbica altomedievale e medievale di Aquileia. Essa è nettamente divisa dalla medievale Roggia del Mulino, che distingue una parte bassa e pianeggiante a nord da una elevata fino alla quota di m 4,6 come indicato dalla Carta Tecnica Regionale (CTR). Attualmente la quota più alta della cresta delle mura bizantine1 raggiunge l’altezza di m 3,74 s.l.m., mentre il punto più basso, a ovest di esse, è a m 1,69. Il fondo della roggia medievale si trova alla quota di m 1,91 ovvero circa 2,7 più in basso rispetto all’altezza massima attuale.

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in “Sonderdruck”, Klagenfurt 2017

Silvia BINOTTO. L’ARCHEOOGIA INCONTRA IL DIGITALE. Il caso significativo dell’Università degli Studi di Padova.

Ribadire l’importanza e l’influenza dei media digitali e delle nuove tecnologie nella nostra quotidianità e nella società in generale non ha più alcun senso: qualsiasi persona, e di qualsiasi età, abituata ormai ad utilizzare uno smartphone e ad avere tutto sotto controllo con un click, sa e conosce personalmente come l’internet, i social media e le nuove tecnologie digitali abbiano completamente e radicalmente modificato vari aspetti della nostra vita, semplificandone alcuni, complicandone altri.

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Autore: Silvia Binotto – binottosilvia@gmail.com