Archivi categoria: Archeologia

Pier Luigi Guiducci. L’anello della croce di Cristo. Le ricerche archeologiche nell’area del Calvario.

In vari momenti storici, i dati contenuti nei Vangeli sono stati sottoposti a una serrata critica perché si voleva dimostrare l’esistenza di manipolazioni.
Tra i quattro testi, anche quello di Giovanni ha subìto rilievi sulla storicità di alcuni riferimenti. Nel trascorrere del tempo, però, diverse ricerche archeologiche hanno dimostrato l’esattezza di talune indicazioni. Ad esempio, l’evangelista Giovanni ha descritto la piscina di Bethesda specificando che aveva cinque portici.
A seguito dei restauri intrapresi nella chiesa di Sant’Anna in Gerusalemme nel 1888, sono stati ritrovati i resti di due grandi piscine con cinque portici. Un affresco riscoperto e situato su uno dei muri rappresenta un angelo che smuove l’acqua (e questo particolare è ricordato nel testo del Vangelo). …

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Autore: Pier Luigi Guiducci – plguiducci@yahoo.it

 

Michele Zazzi. La Tomba del Bronzetto di Offerente a Populonia.

La tomba, databile al VI secolo a.C., fu rinvenuta nel 1957 nella Necropoli del Casone a Populonia e diversamente da altre non era stata schiacciata dal peso delle scorie ferrose depositate nel sito.
Si tratta dell’unica tomba ad edicola – tipologia che traeva spunto dagli edifici sacri e pubblici del periodo – rinvenuta integra nella necropoli in questione (di altre tombe della specie, come ad es della tomba delle Tazze Antiche, si è conservato solo il basamento).
Costruita con blocchi regolari di panchina poggia su un basamento più ampio della struttura. Presenta cella a pianta quadrangolare (metri 3,85 per 3,20; altezza metri 2,85) e tetto a doppio spiovente, che era decorato con quattro acroteri raffiguranti motivi fitomorfi ed animali fantastici marini stilizzati (i frammenti sono conservati al Museo Archeologico Nazionale di Firenze). La camera aveva due letti funebri.
Il monumento fu violato in antico ma gli scavi hanno consentito comunque di recuperare alcuni oggetti in oro (fibule e fermaglio) ambra (pendente a protome d’ariete), bronzo (elementi di bacili) e ceramica (kylix ionica a figure nere, kyathos in bucchero, lekythos attica a figure nere).
Del prestigioso corredo faceva parte anche un bronzetto (probabilmente la cimasa di un candelabro) che fu interpretato come un offerente dal quale prende il nome la tomba. Ad una più attenta valutazione si ritiene che il personaggio tenga in mano un disco e non un piatto e che si tratti, più probabilmente, di un discobolo.
Le tombe ad edicola erano destinate alla classe dominante della comunità, forse collegata allo sfruttamento delle risorse siderurgiche.
La tomba dell’offerente in particolare si trova all’incrocio di due strade sepolcrali lungo le quali vi sono delle tombe a cassone, appannaggio probabilmente della classe intermedia.

Sulla tomba dell’offerente cfr., tra gli altri:
– Populonia una città e il suo territorio Guida al Museo Archeologico di Piombino, Parchi Val di Cornia, 2003, pagg. 62 – 63;
– Parco Archeologico di Baratti e Populonia Percorsi di visita per conoscere un territorio, Edizioni Polistampa, 2000, pag 56.

Immagini della tomba e del bronzetto.

Autore: Michele Zazzi – etruscans59@gmail.com

Cinzia Loi. Compresenza tra tombe ipogee e palmenti rupestri in alcuni centri del Barigadu.

Il territorio indagato, collocato geograficamente quasi al centro della Sardegna, comprende la regione storico geografica nota col nome di Barigadu. L’area presa in esame, che contempla terreni di differente morfologia, è marginata in parte dalla sponda sinistra del fiume Tirso, uno dei più importanti corsi d’acqua della Sardegna (159 km). La costruzione di un imponente sbarramento noto come Diga di Santa Chiara (1918-1924), ha portato alla creazione del bacino artificiale del Lago Omodeo. La realizzazione di questo invaso, oltre ad aver mutato profondamente il paesaggio naturale, ha causato l’obliterazione di numerose tracce di vita del passato. …

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Autore: Cinzia Loi – loicinzia71@gmail.com

Francesca Bianchi. Paolo Giulierini: al Mann continua il racconto dell’epopea di Alessandro Magno.

Lunedì 9 ottobre il Mann ha ospitato la presentazione del volume Alessandro Magno, edito da Electa, con testi di Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo, che ne sono anche i curatori, e una preziosa raccolta di saggi di Stefano De Caro, Anna Trofimova, Emanuele Greco, Calogero Ivan Tornese, Paola Piacentini, Luca Attenni, Fausto Zevi, Theodoros Mavrojannis, Elena Calandra, Michaelis Lefantzìs, Laura Giuliano, Lara Anniboletti, Paolo Giulierini, Laura Forte.

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Autore: Francesca Bianchi – francesca-bianchi2011@hotmail.com