Tutti gli articoli di Feliciano Della Mora

Michele Santulli. L’AIRONE DI CASAMARI.

Si sa bene che quelle religioni il cui fondamento è il Vecchio Testamento e cioè l’Islamismo, il Giudaismo e il Cattolicesimo, le religioni monoteiste per antonomasia, sono manifestamente indifferenti  agli animali per cui squartamenti e ammazzamenti  e altro analogo ne fanno parte e della dottrina e della pratica, ogni giorno dell’anno! …

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Autore: Michele Santulli – michele@santulli.eu

Francesca PANDIMIGLIO. Raffinatezza ed eleganza nella moda e nelle acconciature del popolo Etrusco.

La “Raffinatezza e l’eleganza nella moda e nelle acconciature del popolo Etrusco”, un tema particolarmente avvincente e coinvolgente in quanto questo popolo enigmatico, del quale è stato scritto e detto moltissimo, ha ancora aspetti attualissimi e curiosità contemporanee da ricercare e studiare con estrema attenzione…

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Autrice: Francesca Pandimiglio – pandimigliofrancesca@gmail.com

Lorenzo Morone. Dal “Vallum antiquum al Vallum Hadriani”.

Quando non esistevano le commissioni per la Toponomastica, l’identificazione di un luogo avveniva in modo semplice e non burocratico. Semplicemente e generalmente si identificava un luogo da una caratteristica topografica, da un particolare che restava più impresso nella mente della gente e che, lentamente, passava ad identificare quel luogo perché diverso dall’altro.  Questi nomi, che vengono fuori da un particolare predominante in loco, e che ne facilita il riconoscimento, sono detti: toponimi, dal greco tòpos, “luogo”, e ònoma, “nome”- Così Cerreto deriva da un luogo ricco di Cerri, Piedimonte un paese ai piedi del monte, etc.

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Autore: Lorenzo Morone – morone.morone@libero.it

Giuseppe Pipino. Il fantastico cromlech di Cavaglià e altre “Eredità Gambari” nel Biellese e non solo.

Da alcuni anni nella periferia nord di Cavaglià, nel giardinetto antistante la rotonda con il cavallino bianco, simbolo del paese, fa bella mostra di sé un cromlech costituito da undici grossi massi posizionati a circolo: i massi, prevalentemente in micascisto, sono di forma e dimensioni varie, da meno di un metro cubo a oltre tre, uno alto circa un metro gli altri intorno ai due metri, e soltanto un paio di essi ha forma grossolanamente piramidale.

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Autore: Giuseppe Pipino, Museo Storico dell’Oro Italiano – info@oromuseo.com