Laura CHINELLATO, I marmi altomedievali del Museo Cristiano di Cividale del Friuli dai caratteri del rilievo alla committenza.

Le lastre altomedievali del Museo Cristiano di Cividale del Friuli sono documenti eccezionali, scolpiti per l’area episcopale e la Gastaldaga da botteghe operative tra i primi decenni del secolo
VIII e gli inizi del IX. Pur nella frammentarietà di dati archeologici, l’analisi delle fonti storiografiche, unita a quella dei dettagli tecnico-formali ci consente di risalire ai modelli e gusti
promossi dalla committenza.
Studio tratto da:
Dear contributors to the Art History – the Future is Now. Studies in Honor of Professor Vladimir P. Goss, the Editorial Board proudly presents the e-publication Art History – the Future is Now. Studies in Honor of Professor Vladimir P. Goss, celebrating his 70th birthday, 45 years of publication, and 40 years of university teaching. We can also proudly say that, as we know, this is the first e-publication of this type in Croatian Humanities.
The e-publication is available at: http://www.romanika.net/art-history-the-future-is-now-studies-in-honor-of-professor-vladimir-p-goss/
The structure of the volume reflects our editorial intentions. The first section represents contributions by the Masters and their Heirs Apparent, the second by the Young Lions. The authors come from Austria, Croatia, Czech Republic, Hungary, Israel, Italy, Macedonia, Slovakia, US (9 countries, 3 continents), the themes range from Classical Antiquity to the Modern Times. Among the authors there are Archeologists, Art Historians, Cultural Anthropologists, Linguists, reflecting Professor Goss’ true interdisciplinary orientation – of looking for the best in related fields. They are University teachers, Preservation and Restoration of Monuments experts, Museum specialist, Research scholars, Art Management specialists, ranging from members of Academies to doctoral students.
We thank you once again for the contributions and we are honored by them. Thank you and we would be gratefull to spread the publication link among your friends and colleagues.
In the attachment please find the final pdf version of your text, if you may need it in the future.
The Editors (Maja Cepetić, Danko Dujmović, Vjekoslav Jukić, Aleksandra Nikoloska).


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Autore: Laura Chinellato

Allegato: Chinellato. Art History the Future is Now.pdf

Giuseppe Costantino BUDETTA, Sensazione, percezione, consapevolezza.

Sembra, che man mano che si passi dalla sensazione alla percezione fino alla Mente umana, tutto sfumi nell’indeterminatezza. Humphrey Nicolas (2007), inserisce la sensazione nella sfera d’azione della Mente e delle produzioni mentali, invece di considerarla nell’ambito meccanico della ricezione di stimoli del mondo esterno o delle parti interne dell’organismo. In questo modo, la sensazione sarebbe una parte attiva del controllo centrale su ciò che accade. Humphrey  dice che uno stimolo può avere una rappresentazione mentale in modi diversi ed in tempi diversi.


L’intero studio si trova nell’allegato, vai >>>

Autore: Giuseppe Costantino Budetta

Allegato: Sensazione percezione consapevolezza.pdf

Giuseppe PIPINO, Un altro monumento all’idiozia nelle aurifodine della Bessa.

Nell’articolo sul “Castelliere di Mongrando”, pubblicato da Archeomedia il 16 novembre 2006, evidenziavo come fosse stata spesa un’ingente somma di denaro comunitario per “restaurare” un presunto monumento preistorico definito, dal direttore scientifico dei lavori, il dott. F. M. Gambari della Soprintendenza Archeologica del Piemonte, “impianto architettonico” del IV-III sec. a.C. “…collegato alla ritualità e al culto delle acque di scorrimento”.


Nell’allegato, trovate l’intero articolo.


Info: Museo Storico dell’Oro Italiano http://www.oromuseo.com

Autore: gIUSEPPE pIPINO

Allegato: Un altro monumento all idiozia.pdf

Vincenzo ANDRAOUS, A tredici anni in cerca di sballo.

In discoteca ci si diverte, si balla, si urla, si sta insieme per conto proprio, ognuno muove i passi come meglio crede, ciascuno cala giù a proprio piacere.
La musica scaccia i pensieri, in avanscoperta c’è l’urto dell’adrenalina, mentre all’angolo i timori di vivere sono scomparsi. E’ divertimento per ogni età, per chi età non sente, per gli altri che  dell’età fanno imbroglio.
Una ragazzina s’è sentita male, fin qui nulla di eccezionale, può accadere a chiunque di avere un mancamento per troppo impegno, studio, lavoro, stress.
Quel che fa andare su tutte le furie, perché c’è davvero da arrabbiarsi, è prendere atto che una adolescente di tredici anni era in discoteca alle quattro di notte. Cosa ci faceva a quell’ora una bambina nel calderone dello schiamazzo impazzito, a buttare già beveroni colorati fino a rasentare il coma etilico.
La domanda è appropriata alla tragedia sfiorata, per appurare le responsabilità di quanti hanno permesso questo scempio di coscienze inebetite dalla disattenzione, dal  permissivismo e dal  disamore.
Cosa ci fa una ragazzina di tredici anni di notte, a cavallo della zona rossa, predestinata al botto, al rischio estremo in agguato costante, della fascinazione e della paura che veste i panni del drink ripetuto a dismisura, della canna, della roba lasciata inavvertitamente incustodita, e come è che una ragazzina non sia invece a casa propria, nella propria stanza, protetta e amata dai propri genitori.
Pedagoghi, educatori, agenzie educative e di controllo ci parlano di “coscienze disfatte, di gioventù bollita, di ragazzi peluche”, in tanti siamo esperti a fare le pulci ai più giovani, a quanti non hanno ancora buone gambe, cervello sviluppato a sufficienza per riuscire a fare, e non semplicisticamente disfare.
Ci accalchiamo sulle definizioni, le spiegazioni, le castronerie adolescenziali, forse occorrerebbe qualcuno che finalmente fa piazza pulita  delle reiterate giustificazioni di un mondo adulto sempre più annacquato, “costretto a educare”, al dolore e alla fatica per riuscire a ben camminare.
In psicologia si definisce questa mancanza di volontà da parte dei ragazzi “psicastenia”,  come a dire che ogni resistenza alla fatica è latitante.
Se davvero siamo arrivati a questo punto, c’è da chiedersi dove sta la buca intellettuale, emotiva, affettiva, che ha generato, autorizzato, lasciato  fare, fino a farla diventare una patologia.
Da quale intelligente amore di padre e di madre può risultare un rapporto così sfilacciato sulle regole, sulle tutele e sulle garanzie, sgangherato a tal punto da consentire alla propria bambina di cavalcare la notte con i suoi fantasmi.
Troppo semplice buttare la croce addosso alla creatura imberbe cresciuta troppo in fretta, è più opportuno domandarsi se educare significa ancora costruire insieme, tirare fuori insieme, camminare insieme, oppure la capacità di educare s’è tacitamente trasformata in una sequela di scuse ben raccontate, bugie interpretate e messe in scena quotidianamente, prassi consolidata per non avere ulteriori rotture di scatole, che invece si ripresentano sottoforma di vere e proprie scosse telluriche, di dolore che colpisce il cuore, paura feroce di avere rischiato di perdere il bene più grande.
Bisogna strappare le tessere fittizie da sindacalisti, da avvocati, da tuttologi, riappropriarsi dell’unica patente consentita, cioè quella genitore-educatore che non bara, non fugge, non soccombe ai mal di testa annunciati, per tentare di spiegare il valore della vita e della libertà.

Email: vincenzo.andraous@cdg.it

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