Vincenzo ANDRAOUS, Islam e furbi di ogni generazione.

Non condividere l’Islam, non credere nelle religioni altrui, non è peccato se non c’è contrarietà affinché ognuno professi la propria in pace e serenità.
Non amare l’Islam non significa odiare quel credo per molti versi sconosciuto, neppure odiare una cultura e una tradizione diverse, oppure odiare chi non la pensa come me.
Cristo è dentro la mia religione ma ciò non mi pone nella condizione di odiare l’Islam, di non rispettare un altro popolo, di non essere fratello di ogni fratello: cristiano, mussulmano, ebreo o altro.
Non c’è Islam a fare la guerra, non c’è Maometto a indossare la muta da sub per sondare sottotraccia quali brecce aprire per conquistare altri territori di disumanità.
Non ci sono dei né semidei a fare da ponte agli estremismi, solamente furbi prezzolati di ogni generazione a ingenerare meccanismi perversi, marionette da mettere in campo, anche là, dove qualcuno ha ben definito la “terra di mezzo “ per indicare dove stanno coloro che rispettano l’uomo e le sue necessità, le sue urgenze di trasformare  un mondo  stanco di essere oppresso dai soliti truffatori di ieri, di oggi, e purtroppo di domani.
Un dittatore crudele muore, un ambasciatore del mondo muore, altri uomini muoiono nelle chiese, nelle moschee, nelle sinagoghe, le orde furiose attaccano, devastano le cose e i corpi, i simboli che appartengono all’umanità intera.
La vita viene presa e buttata di lato, è un film da scantinato impolverato, eppure è il detonatore usato per fare accadere una carneficina, per togliere di mezzo persone disposte a operare dinamiche di pace, di solidarietà, di fratellanza.
Uomini che fanno fatica a tradurre i bisogni di popolazioni sconquassate e tormentate da millenni di violenza, pedestremente raccontati a una parte di mondo colpevolmente disattento.
I paesi si incontrano, si scambiano le proprie esperienze, fanno vita assieme, dai più lontani ai più vicini, ogni paese custodisce la propria bellezza, unica e speciale, come deve essere, anche Dio non mette bandiera né stracci colorati per non rischiare di recintare un altro confine.
Dio, il tuo ed il mio, c’è, ma proprio perché di tutti, non raduna membra stanche e ferite per innalzare barriere invincibili-insormontabili, Dio è quello senza armi né parole di sangue, non tace quando alla sua porta è chiesta presenza, non stampa manuali di guerra, né fabbrica materia esplosiva, Dio è la parte di noi che non odia, non disprezza, non umilia le coscienze.
L’Islam e la sua gente non sono una parte di universo che si allontana, ma radice comune del mondo degli uomini, dove Dio cammina alla ricerca della sua umanità. Chi invece in suo nome non accetta regole di libertà per arginare l’orrore perpetrato intorno, non fa onore a quella religione, a quel Dio, a quel credo, e quando si spara e si uccidono i bambini, si mettono bombe che trucidano donne e vecchi innocenti, non si tratta di comandi dei libri sacri, ma del sangue della vergogna, inaccettabile, perché è prostituzione intollerabile delle verità, le quali non vestiranno mai abiti da mandante di alcun assassinio.
Più semplicemente ci sono i furbi di ogni generazione che attraverso l’oppressione, la prepotenza, la prevaricazione, il lutto di tanti innocenti, ricercano il potere sopra e sotto il diritto di ogni cittadino.
Non c’è l’Islam in discussione, né le religioni, sono gli uomini e le loro ideologie, utopisti “violenti nella pratica e illusi nella teoria”, a dare lineamenti carcerari e assolutismi omicidiari alle proprie azioni.
E’ necessario smetterla di barare con le parole, di giocare con le carte truccate dei significati, occorre abbandonare l’intolleranza che ci portiamo dentro, che non è per un altro Dio, ma per tutto ciò che è diverso da noi, per tutto ciò che non conosciamo, ma siamo bravissimi a giudicare.

Autore: Vincenzo Andraous

Email: vincenzo.andraous@cdg.it

Laura CHINELLATO, I marmi altomedievali del Museo Cristiano di Cividale del Friuli dai caratteri del rilievo alla committenza.

Le lastre altomedievali del Museo Cristiano di Cividale del Friuli sono documenti eccezionali, scolpiti per l’area episcopale e la Gastaldaga da botteghe operative tra i primi decenni del secolo
VIII e gli inizi del IX. Pur nella frammentarietà di dati archeologici, l’analisi delle fonti storiografiche, unita a quella dei dettagli tecnico-formali ci consente di risalire ai modelli e gusti
promossi dalla committenza.
Studio tratto da:
Dear contributors to the Art History – the Future is Now. Studies in Honor of Professor Vladimir P. Goss, the Editorial Board proudly presents the e-publication Art History – the Future is Now. Studies in Honor of Professor Vladimir P. Goss, celebrating his 70th birthday, 45 years of publication, and 40 years of university teaching. We can also proudly say that, as we know, this is the first e-publication of this type in Croatian Humanities.
The e-publication is available at: http://www.romanika.net/art-history-the-future-is-now-studies-in-honor-of-professor-vladimir-p-goss/
The structure of the volume reflects our editorial intentions. The first section represents contributions by the Masters and their Heirs Apparent, the second by the Young Lions. The authors come from Austria, Croatia, Czech Republic, Hungary, Israel, Italy, Macedonia, Slovakia, US (9 countries, 3 continents), the themes range from Classical Antiquity to the Modern Times. Among the authors there are Archeologists, Art Historians, Cultural Anthropologists, Linguists, reflecting Professor Goss’ true interdisciplinary orientation – of looking for the best in related fields. They are University teachers, Preservation and Restoration of Monuments experts, Museum specialist, Research scholars, Art Management specialists, ranging from members of Academies to doctoral students.
We thank you once again for the contributions and we are honored by them. Thank you and we would be gratefull to spread the publication link among your friends and colleagues.
In the attachment please find the final pdf version of your text, if you may need it in the future.
The Editors (Maja Cepetić, Danko Dujmović, Vjekoslav Jukić, Aleksandra Nikoloska).


Vai all’allegato.

Autore: Laura Chinellato

Allegato: Chinellato. Art History the Future is Now.pdf

Giuseppe Costantino BUDETTA, Sensazione, percezione, consapevolezza.

Sembra, che man mano che si passi dalla sensazione alla percezione fino alla Mente umana, tutto sfumi nell’indeterminatezza. Humphrey Nicolas (2007), inserisce la sensazione nella sfera d’azione della Mente e delle produzioni mentali, invece di considerarla nell’ambito meccanico della ricezione di stimoli del mondo esterno o delle parti interne dell’organismo. In questo modo, la sensazione sarebbe una parte attiva del controllo centrale su ciò che accade. Humphrey  dice che uno stimolo può avere una rappresentazione mentale in modi diversi ed in tempi diversi.


L’intero studio si trova nell’allegato, vai >>>

Autore: Giuseppe Costantino Budetta

Allegato: Sensazione percezione consapevolezza.pdf

Ricerche, Studi, Tesi e Saggi