Giuseppe PIPINO, Le aurifodine dell ovadese.

ovadeseSecondo la tradizione popolare, riportata in vecchi manoscritti, nella bassa piana del torrente Piota era esistita la mitica città di Rondinaria, presso la quale migliaia di schiavi erano obbligati, dai Romani, a raccogliere l’oro dalle sabbie: i cumuli di ciottoli residui e visibili in alcuni punti erano considerati il risultato dei “lavaggi”, quando non i ruderi della stessa città (PIPINO 1989, 1997, 2013).

Allegato: Le aurifodine dell ovadese

Autore: Giuseppe Pipino, – info@oromuseo.com

Giuliano CONFALONIERI, Archeologia della settima arte.

La storia del cinema potrebbe essere suddivisa in quattro periodi: l’epoca pionieristica del muto, dal sonoro fino alla seconda guerra mondiale, il dopoguerra fino agli anni Settanta, dalla crisi delle sale alle novità in nuce. Alcune delle opere fondamentali del nuovo mezzo di comunicazione sono state realizzate proprio nel periodo in cui l’immagine era predominante. Ciò obbligava gli autori ad ‘inventare’ il racconto in modo comprensibile, sulla base di intuizioni personali. Il pubblico, non ancora aduso alla nuova forma di spettacolo, doveva essere necessariamente indirizzato in modo che potesse comprendere le potenziali possibilità sia di divertimento sia comunicative. I maestri del bianco e nero hanno dovuto costruire un modo di proporsi che mediasse le varie componenti di una produzione cinematografica con platee ancora acerbe: Meliés, Griffith, Pastrone, von Stroheim, Dreyer, Ejzenstejn, Pudovkin,Gallone,Chaplin,Flaherty.Dapprima fu semplicemente fotografia in movimento, poi le inquadrature fisse si evolsero in ‘carrellate’, in prospettive audaci, in sfumature di grigio attinenti ai momenti drammatici, in contenuti più articolati e soprattutto in spezzoni di pellicola giuntati: il montaggio costituì un anello fondamentale tra chi voleva dire qualcosa con la spettacolare tecnica del Novecento e chi doveva accogliere il messaggio senza averne ancora assimilato la cultura. La recitazione si scollegò gradualmente dall’impostazione teatrale diminuendo di conseguenza il vezzo delle attrici come attaccarsi ai tendaggi nei momenti di maggior pathos nonché le espressioni esageratamente marcate.  


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Autore: Giuliano Confalonieri

Allegato: Archeologia della settima arte.pdf

Giuliano CONFALONIERI, Pirati & Corsari.

È nota l’importanza che i romani, per primi, diedero alle comunicazioni. I tracciati di alcune loro vie consolari non sono stati modificati dallo sviluppo di autostrade e superstrade ma fino al XVII secolo furono praticamente l’unica rete viaria veramente funzionale per i collegamenti della penisola. L’Appia, la più antica con il suo lungo percorso da Roma a Brindisi, era considerata la ‘Regina viarum’. La Cassia, la Flaminia, e la Salaria sono esempi di una tecnica costruttiva precisa che permise alle strade di durare secoli (strati regolari alternati di pietra e terra compressa; inoltre, mentre gli etruschi tendevano ad allungare il percorso per ottenere pendenze moderate, i romani costruivano tragitti più brevi nonostante pendenze più ripide).


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Autore: Giuliano Confalonieri

Email: giuliano.confalonieri@alice.it

Allegato: Pirati & Corsari.pdf

Federica TOGNON, Vetro e oro per celebrare la matrona romana.

L’uso della decorazione in oro su vetro è una tradizione ininterrotta che parte dal III secolo a.C. e dura fino al IV secolo d.C. .
Con il nome vetri dorati, malgrado la continuità tecnica dal periodo ellenistico, la letteratura archeologica definisce una produzione tardo imperiale di vasellame e medaglioni decorati con foglia d’oro graffita, a cui, talvolta, venivano aggiunti dettagli dipinti in rosso, azzurro, verde o bianco .


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Autore: Federica Tognon

Link: http://www.archeomedia.net/studi-e-ricerche/39216-federica-tognon-vetro-e-oro-per-celebrare-la-matrona-romana.html

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