FtNews ha intervistato Paolo Francalacci, Professore Associato di Genetica presso l’Università degli Studi di Sassari, che nel corso della sua carriera si è occupato di evoluzione umana, con ricerche al confine tra l’antropologia e la genetica, e ha avuto modo di studiare la filogenesi molecolare del DNA mitocondriale e del cromosoma Y e la genetica delle popolazioni umane, in prevalenza in Europa e nel Mediterraneo.
Parlando di Pompei si ha la netta sensazione che la presenza divina sia ovunque si vada, sia nei luoghi pubblici che nelle case private. Religione e sacralità sono fuse in tutte le espressioni del vivere quotidiano antico sia a livello privato (larari, altari, ex voto e dediche votive) sia a livello pubblico (grandi santuari urbani come quello di Venere Pompeiana o extraurbani come quello di Cerere sito nel suburbio).
Venere è una delle divinità italiche primitive connessa alla vita agricola e, come tale, viene descritta quale signora dei fiori e dei giardini, patrona della natura rigogliosa e della fertilità degli orti. Al suo culto sono associati il mirto, la rosa, la conchiglia e le colombe che, nelle raffigurazioni come anche nei miti, trainano il suo carro.
La grotta dedicata a San Michele Arcangelo in Curti, nel comune di Gioia Sannitica è ubicata a circa 400 metri a sinistra della frazione a 450 metri s.l.m. ed è raggiungibile da sempre seguendo un sentiero passante tra terrazzamenti coltivati. Il sentiero termina dinanzi all’ingresso della grotta, delimitato da una struttura muraria alta circa 3 metri la quale chiude parzialmente alla vista la grotta stessa. Varcato il cancello di ingresso, si possono ammirare gli affreschi che decorano una edicola votiva posta a destra dell’ingresso e la parete muraria che chiude l’antro della grotta, lunga circa tre metri e posta a circa un metro dal piano di calpestio.