Archivi categoria: Studi e Ricerche

Angelo LABRINI. La questione filologica e geografica del “navifragum Scylaceum”.

Ripercorrendo il leggendario viaggio di Enea verso l’Italia cantato da Virgilio nel terzo libro dell’Eneide, partendo dal golfo di Taranto troviamo citati nei versi 551 – 554 i luoghi avvistati dall’eroe troiano nel tratto della costa ionica della Calabria compresi tra il tempio di Hera Lacinia e il “navifragum Scylaceum”.

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Autore:
Angelo Labrinii – tel.cell.3666755644 – 3397889195 – e-mail: labrini.angelo@virgilio.it

Gabriella Cetorelli SCHIVO. Le “morti inquiete” della tomba 59 nella necropoli di San Mauro a Cividale del Friuli. Un’ indagine archeologica.

Questo saggio nasce per l’esigenza di interpretare una “sepoltura anomala” di età medievale rinvenuta alla fine degli anni novanta nella necropoli longobarda di San Mauro a Cividale del Friuli (UD), che attende ancor oggi una compiuta analisi ricostruttiva, per la specificità del suo contesto.

Leggi tutto nell’allegato: Le morti inquiete della T 59 di Cividale

Autore: gabriella.cetorelli@beniculturali.it

Bruno LUCCI. Sul “Castello” di Moggio Udinese, dalle origini alla fondazione dell’Abazia di San Gallo.

Urna cineraria nel chiostro della abazia di Moggio Udinese, prima del terremoto.
Urna cineraria nel chiostro della abazia di Moggio Udinese, prima del terremoto.

Mozium, nunc Abbatia, olim arx Chazzila: è la citazione che Bernardo Maria De Rubeis ci ha tramandato fin dal 1740.
Numerose, troppe per essere citate nei dettagli, sono le citazioni storiche e bibliografiche che parlano di un “insediamento” situato sul colle, precedente la costruzione dell’abazia nell’XI secolo: insediamento che viene denominano talora arx (= luogo elevato, rocca, fortificazione), talora castra (= accampamento, alloggiamento militare), talora oppidum (= luogo fortificato). Questi termini concordano nel definire una costruzione dalle caratteristiche di tipo militare o difensivo, non di tipo signorile o residenziale.
Concorde, in tutti i documenti e in tutte le citazioni, a partire dal XII secolo, è il riferimento a Cacellino: figura chiave della storia di Moggio nel periodo in cui avvenne la trasformazione del sito, caratterizzato da manufatti di origini romane, a quello occupato dall’abazia.

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