Archivi categoria: Studi e Ricerche

Chiara ZANFORLINI. La musica nell’antico Egitto.

La musica egizia rivestiva un ruolo importantissimo nella società dell’epoca: ne sono testimonianza, anche se indiretta, le numerosissime raffigurazioni di musicisti, cantanti e danzatori, la tradizione letteraria (ad esempio i “canti degli arpisti” o i “canti d’amore”, oltre diverse a testimonianze di autori classici), insieme ai fortunati ritrovamenti di strumenti musicali, che hanno permesso ad archeologi e musicologi di costruire repliche e tentare di comprendere quali fossero le melodie e le tecniche strumentali utilizzate dagli antichi Egizi.
La musica copta, ancora utilizzata nelle cerimonie religiose, ha fornito interessanti spunti per quanto concerne il canto e l’utilizzo di strumenti quali il sistro, senza trascurare l’apporto fornitoci dalla musica popolare egiziana e araba in generale.

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Sara MARMAI, Con empia mano e lingua scellerata: asebeia e crimini contro il sacro nell’Atene del V secolo a.C.

Eschilo, con l’ingresso delle Erinni nelle sue Eumenidi, ha firmato una delle scene più potenti del teatro mondiale. Fiutando selvaggiamente l’odore della colpa, come cagne  feroci, esse inseguono e finalmente scovano la loro preda, un Oreste supplice, avvinghiato alla statua di Atena. Sono furibonde, le Erinni: l’eroe forse spera di sottoporsi ad un processo per sfuggire ai loro tormenti, per scampare alla punizione per l’omicidio della madre Clitemnestra? Si sbaglia…

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Autrice: Sara Marmai – sara.marmai@gmail.com

V. COVRE, V. TAVAN, A. TOMAT. Papiri e mummie: documenti tolemaici dalla collezione dell’Università del Salento (II).

Il presente contributo si pone come naturale continuazione dell’articolo pubblicato lo scorso anno, in questa stessa sede, dalla dott.ssa Sara Marmai 1.
Il lavoro presentato nelle prossime pagine prende le mosse dalla fruttuosa collaborazione avviata, ormai già alcuni anni fa, dall’Università di Udine con l’Università del Salento. Collaborazione che ha coinvolto, in primis, i docenti di Papirologia dell’ateneo friulano e di quello pugliese, e che ha finito per impegnare, con grande soddisfazione e notevoli risultati, un gruppo di, allora, studentesse udinesi.

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Seconda parte.

La prima parte la trovi a >>>

Sandro L. MARRA. Uso dell’acqua e vita in una zona rurale del meridione d’Italia.

A volte ci si chiede se esiste una archeologia delle acque, ovvero di ciò che ha a che fare con strutture connesse direttamente con l’acqua. L’archeologia si occupa anche di ciò, poiché tra le infinite strutture costruite dall’uomo ne esistono una serie destinate all’approvvigionamento delle acque, ma anche allo scarico di quelle conosciute quali acque reflue, vuoi esse siano acque alluvionali vuoi siano acque sporche ovvero provenienti dallo scarico delle fogne.

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Autore: Sandro L. Marra, slmarra@libero.i