Negli anni ’50 del ‘900 De Martino nel suo lavoro Antropologico dal titolo “Sud e magia” descriveva il misterioso mondo della magia nel Salento. A leggere quel lavoro si coglie il mistero della cultura del meridione d’Italia, attraverso maghi, fattucchiere, streghe, magone, stregoni, un intreccio di personaggi che in realtà ripercorrono una traccia antica di tale cultura; si ripercorre dunque nel tempo il lascito della civilizzazione Magno-Greca, del suo sovrannaturale, dei suoi culti divinatori, volti a conoscere il futuro a proteggere i singoli, a maleficiarne altri.
In ambito tirrenico nel periodo compreso tra VIII e VII secolo si nota un salto nel processo di articolazione del corpo sociale che porta all’emergere dei gruppi gentilizi e che toccherà l’apice allo scorcio del periodo orientalizzante.
Croit-on que ce fut Christophe Colomb le premier à découvrir l’Amérique? Si oui, l’on a tort; car il y eut « plusieurs découvertes de l’Amérique » bien avant l’année cruciale de 1492 . Aussi commet-on une faute grave, si l’on pense que ce fut le grand navigateur génois qui qualifia d’ « Indiens » les indigènes de l’Amérique. Ceux-ci, en effet, déjà en 62 av. J.-C. furent appelés ainsi par les Romains.
FtNews ha intervistato Paolo Francalacci, Professore Associato di Genetica presso l’Università degli Studi di Sassari, che nel corso della sua carriera si è occupato di evoluzione umana, con ricerche al confine tra l’antropologia e la genetica, e ha avuto modo di studiare la filogenesi molecolare del DNA mitocondriale e del cromosoma Y e la genetica delle popolazioni umane, in prevalenza in Europa e nel Mediterraneo.