I resti della muraglia di Serravalle, edificata in epoca medievale per difendere il confine meridionale del contado di Bormio, si sviluppavano lungo il fianco orientale dell’omonima strettoia naturale posta poco a nord del profondo intaglio della Val Fine, nell’attuale territorio del comune di Valdisotto.
Le fotografie e le planimetrie che di essa ci rimangono, queste ultime eseguite a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, la rappresentano come una cortina muraria continua, quasi perpendicolare al fianco orientale della valle, articolata su tre ‘torri’ o corpi di fabbrica addossati al suo fianco settentrionale.
Benché non sia corretto attribuire ad ogni habitat rupestre una identica datazione e cultura, le evidenze riportano, sistematicamente, simbolizzazioni rituali o mistiche, benché afferenti a differenti credenze, delle grotte per tutte le aree del pianeta, nonché significativa continuità di simbolizzazione nel corso delle varie epoche storiche delle stesse strutture. Poiché le grotte sono spesso inserite all’interno di sistemi, a loro volta costituiti da altre grotte e/o sentieri inseriti all’interno di paesaggi, l’inquadramento delle singole grotte all’interno di tali sistemi può aiutare a comprenderne meglio la funzione ed il significato, per le popolazioni che le hanno utilizzate.
Negli anni ’50 del ‘900 De Martino nel suo lavoro Antropologico dal titolo “Sud e magia” descriveva il misterioso mondo della magia nel Salento. A leggere quel lavoro si coglie il mistero della cultura del meridione d’Italia, attraverso maghi, fattucchiere, streghe, magone, stregoni, un intreccio di personaggi che in realtà ripercorrono una traccia antica di tale cultura; si ripercorre dunque nel tempo il lascito della civilizzazione Magno-Greca, del suo sovrannaturale, dei suoi culti divinatori, volti a conoscere il futuro a proteggere i singoli, a maleficiarne altri.
In ambito tirrenico nel periodo compreso tra VIII e VII secolo si nota un salto nel processo di articolazione del corpo sociale che porta all’emergere dei gruppi gentilizi e che toccherà l’apice allo scorcio del periodo orientalizzante.