La dimensione bidimensionale dello Spazio – Tempo è una realtà a sé stante, a volte indipendente da quella tridimensionale del mondo circostante. Tra le due, può esserci corrispondenza biunivoca.
Il presente articolo, che si configura quale aggiornamento di quello da me precedentemente pubblicato in relazione alla ricostruzione del tracciato della Serra viscontea di Grosio, è stato motivato dall’acquisizione di nuovi documenti, riferibili ai rinvenimenti occasionali avvenuti agli inizi degli anni ’80 del secolo scorso rispettivamente nei pressi dell’ex centrale ‘Roasco’ dell’A2A e lungo la vicina via Tirano. A causa del carattere occasionale di tali rinvenimenti, effettuati in assenza di personale specializzato, la documentazione appare peraltro in parte lacunosa e di non immediata comprensione.
L’altura detta di San Pietro si trova a circa 7 km. a sud-est di Tolfa, di fronte al borgo di Rota, e domina una larga ansa del fiume Mignone, non lontano dalla confluenza con il fosso Lenta, in una posizione privilegiata a controllo dell’intersezione tra due dei più importanti itinerari naturali della regione, a metà strada tra i centri etruschi di Monterano e Pian Conserva.
In un recente contributo, D. Williams ha proposto un utile aggiornamento delle osservazioni fatte a suo tempo da P. Visonà sulla circolazione monetaria in Etruria meridionale nel IV e soprattutto nel III secolo a.C.1. Con queste brevi note si intendono offrire alcuni ulteriori elementi e spunti di riflessione, in particolare per quanto riguarda il rapporto con lo sviluppo storico della regione e con le tappe della sua progressiva romanizzazione.