In Abbadia Lariana (Lc), sulla sommità di un isolato sperone roccioso conosciuto con il significativo toponimo di Zucco della Rocca (846.30 m. s.l.m.), sono ancora oggi visibili gli sparsi ruderi di una fortificazione; l’altura, localizzata lungo il crinale sud-occidentale dello Zucco Portorella, presenta verso O, S ed E fianchi scoscesi e quasi inaccessibili. All’interno di quello che doveva essere il perimetro difensivo della scomparsa fortificazione si possono distinguere, da un punto di vista morfologico, tre settori: Terrazzo principale, sommità dello Zucco, terrazzo secondario; tutti presentano tracce di vari interventi artificiali, finalizzati alla regolarizzazione del banco di roccia calcarea dell’altura e alla realizzazione di strutture murarie di sostruzione e contenimento dei declivi verso valle.
Il presente articolo si inserisce nell’ambito di una più ampia ricerca, attualmente in corso, finalizzata alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico e archeologico monzese, con una particolare attenzione rivolta alle scomparse strutture difensive della città.
Scomparse ma non cancellate in modo definitivo, dato che esse continuano in qualche modo ad esistere, negli archivi come memorie storiche e nel sottosuolo come resti strutturali sepolti. Simili ricerche, che possiamo definire di archeologia preventiva, sono dunque utili non solo per determinare la natura e la posizione topografica di queste vestigia, ma anche per favorirne la tutela, impedendone la definitiva distruzione.
Il nome di Erfo è legato alla donazione Sestense ossia all’atto con cui l’abbazia benedettina di Sesto al Reghena fu dotata di ampie proprietà. Il suo nome è tramandato da una cartula donationis redatta nell’abbazia di Nonatola nel maggio 762 e a noi nota in copie più tarde (la più antica è dell’XI secolo) e da altri due documenti – uno anteriore e uno posteriore, ritenuti dei falsi.
Nell’ambito disciplinare dell’Archeologia Cristiana e Medievale, le indagini svolge nella Sicilia orientale si sono incentrate prevalentemente nello studio e nella documentazione della miriade di complessi funerari paleocristiani, dalle grandi e ben note catacombe di Siracusa sino ai piccoli, e spesso in totale stato di abbandono, ipogei dell’altopiano ibleo.
in “Patrimonio Culturale, Paesaggi e Personaggi dell’altopiano ibleo”, Scritti di archeologia e museologia della Sicilia sud-orientale, di Santino Alessandro Cugno con il contributo di Ray Bondin, Franco dell’Aquila, Iorga Ivano Prato, Paolo Daniele Scirpo e la prefazione di Lorenzo Guzzardi, BAR International Series 2874, 2017.