Figure sfuggenti, di frequente poco ricordate dalle fonti scritte, le figlie dei sovrani altomedievali hanno attirato negli ultimi anni l’attenzione degli studi di genere. L’analisi combinata di fonti storiche, iconografiche, epigrafiche e archeologiche, infatti, ha permesso di delineare una nuova immagine di queste principesse regie.
Il 29 settembre 2017, nell’ambito degli eventi dell’edizione 2017 di “Seguendo le tracce degli antichi” organizzata dalla Società Friulana di Archeologia, ho tenuto, presso la Torre di Porta Villalta a Udine, sede della Stessa, una conferenza – colgo qui l’occasione per ringraziare la prof.ssa Alessandra Gargiulo e il Presidente della Società – sui contatti e i rapporti culturali, religiosi, politici e militari tra l’Israele di II millennio a.C. e la terra dei faraoni, temi sui quali ho scritto i due saggi quivi presentati.
La conoscenza dell’alimentazione nell’antico Egitto è da un lato resa facile dal clima, che ha conservato numerosi cibi, così come l’imbalsamazione ha permesso di analizzare anche i tessuti molli e non solo le ossa e i denti; disponiamo poi anche di numerose fonti iconografiche e letterarie.
I numerosi resti umani, scheletrici o mummificati (artificialmente o naturalmente), analizzati grazie a varie tecnologie (raggi X, TAC, spettrometria LIBS, analisi isotopica), ci permettono di conoscere meglio la dieta delle varie classi sociali dell’Antico Egitto.
Articolo relativo ad una conferenza del 22 settembre 2017 tenutasi presso la Società Friulana di Archeologia.