A seguito di recenti lavori di restauro (2003-04) che hanno previsto anche la rimozione dei recenti dipinti della prima metà del ‘900, nella Chiesa Matrice di Ginosa sono ritornati alla luce, ormai da tempo, una serie di affreschi di XVI-XVII secolo.
All’interno, sulla destra del portale principale dell’edificio vi è la raffigurazione di una bella donna seduta, dall’espressione serena e dalle sembianze meridionali, in abito non propriamente aristocratico, ma con un richiamo all’ambiente domestico: un modesto copricapo bianco, una mantellina bianca che copre la spalla destra, un vestito color porpora e un mantello blu rigonfio, sorretto dalla mano sinistra di un bambino nudo che porta in braccio; è seduta su un trono, del quale si scorge lo schienale molto sommario e in verde scuro.
Una rappresentazione che in un ambiente sacro come una Chiesa richiamerebbe incondizionatamente quell’idea diffusa che si ha della Madonna, priva però, com’è in questo caso, di ogni attributo che lo lasci pensare. Ma di chi si tratta realmente? Lo scopriamo con questo articolo in allegato.
Nel 1901 lo scienziato americano Duncan Mc Dougal, convinto che l’anima umana fosse materiale, decise di pesare i corpi di alcune persone, ormai prossime alla morte, con una particolare bilancia a once da lui stesso costruita. I risultati di questo esperimento furono pubblicati nel Journal of American Society for Psychical Research e vennero, com’è ovvio, ampiamente contestati da tutta la comunità scientifica del tempo.
Figure sfuggenti, di frequente poco ricordate dalle fonti scritte, le figlie dei sovrani altomedievali hanno attirato negli ultimi anni l’attenzione degli studi di genere. L’analisi combinata di fonti storiche, iconografiche, epigrafiche e archeologiche, infatti, ha permesso di delineare una nuova immagine di queste principesse regie.
Il 29 settembre 2017, nell’ambito degli eventi dell’edizione 2017 di “Seguendo le tracce degli antichi” organizzata dalla Società Friulana di Archeologia, ho tenuto, presso la Torre di Porta Villalta a Udine, sede della Stessa, una conferenza – colgo qui l’occasione per ringraziare la prof.ssa Alessandra Gargiulo e il Presidente della Società – sui contatti e i rapporti culturali, religiosi, politici e militari tra l’Israele di II millennio a.C. e la terra dei faraoni, temi sui quali ho scritto i due saggi quivi presentati.