Nel mondo antico la moneta veniva usata dall’autorità che la emetteva come strumento di comunicazione per veicolare un particolare messaggio al popolo che la usa e la maneggiava quotidianamente, e conseguentemente per cercare la loro approvazione e il loro consenso. Proprio per questo motivo le immagini su di essa apposte non erano casuali, si riportavano preferibilmente fatti politici o militari con lo scopo di commemorare le grandi realizzazioni e iniziative condotte dall’autorità.
ELIANA BERTAMONI (+2017), PIERMASSIMO GHIDOTTI.
COMUNICAZIONE SILENZIOSA DELLA DEVOZIONE MEDIEVALE:
IL GRAFFITO PARIETALE NEGLI EDIFICI SACRI D’AREA MEDIOPADANA.
(NUOVE) ARCHEOLOGIE POSTCLASSICHE
La negatività implicita nella definizione secoli bui attribuita ad una età di mezzo genitrice della modernità origina dalla necessità postunitaria di coagulare nel passato imperiale classico la costituenda identità nazionale. La tradizione classicista dell’antiquaria sedimentata negli ambienti accademici è incrinata, nel secondo dopoguerra, dalla connotazione sociale di Bianchi Bandinelli prima e da quella positivista di Andrea Carandini poi, cui si integrano varie esperienze, tra cui quelle del ligure Nino Lamboglia, che sedimentano nel manifesto di Erice (Tp) del 1974 e nella coeva rivista Archeologia Medievale. Da tali origini il percorso approderà alla rivista Archeologia Postmedievale a definire l’assenza di cesure cronologiche ideologicamente imposte…
L’iscrizione ritrovata a Pompei nella Casa con giardino e la data dell’eruzione
Il breve principato dell’imperatore romano Tito Flavio Vespasiano (79-81 d.C.) è stato turbato da gravi calamità naturali. Nell’anno 79 d.C., qualche tempo dopo l’ascesa di Tito alla dignità imperiale, giunge inattesa l’eruzione del Vesuvio. Il vulcano si attiva dopo evidenti segni prodromici.
Il raccordo stradale di Sevegliano dalla consolare Postumia a Monastero di Aquileia;
Il nodo strdale di Terzo e la strada alta dei Ronchi;
La via detta Gemina dalla porta settentrionale di Aquileia al ponte di Terzo;
L’anno di nascita della consolare Annia, e la ricostruzione dell’intero sistema stradale monfalconese tra i fiumi Isonzo e Timavo, compreso il percorso terminale della consolare Postumia.