Per FtNews ho intervistato Gian Enrico Manzoni, docente di Didattica del Latino nella Facoltà di Lettere dell’Università Cattolica di Brescia. Recentemente lo studioso ha pubblicato per Morcelliana Scholé il libro Tucidide, Lucrezio. La peste ad Atene, in cui ripercorre il tòpos letterario della peste attraverso le testimonianze di Omero, Tucidide, Sofocle, Lucrezio, Virgilio, a cui ha aggiunto la testimonianza dell’Esodo nel testo dei Settanta.
L’assunzione di bevande alcoliche può dirsi qualcosa di congenito all’umanità e il vino, in particolare, ha creato fin dalla sua scoperta un legame viscerale con l’uomo.
Nel tardo Neolitico i primi cacciatori-raccoglitori, per il loro sostentamento, iniziarono a cogliere i frutti di una particolare pianta rampicante: la Vitis vinifera subsp. Sylvestris. Questo frutto ha un processo di fermentazione molto semplice: sono sufficienti alcuni grappoli, pressati e depositati sul fondo di un recipiente, per dare il via, dopo qualche giorno, al processo di fermentazione.
Per FtNews ho intervistato Luigi Lehnus, già professore ordinario di Filologia classica all’Università di Milano (1989-2015). Recentemente lo studioso ha curato, per la casa editrice Ledizioni di Milano, una edizione italiana de Il monte delle Muse (1924) di Wilamowitz, che costituisce una penetrante interpretazione di Esiodo come profeta “europeo”: profeta di una religione della giustizia che a suo giudizio ha valore ancora ai nostri tempi ed è una creazione tipicamente ellenica.
Il lavoro sulla successione feudale di Gioia in Terra di Lavoro, presentato qualche anno fa, aveva permesso di raccogliere, attraverso le fonti documentarie e bibliografiche importanti informazioni sul territorio in merito non solo ai feudatari, ma anche ad un insieme di collegamenti tra potere temporale ed ecclesiastico. Il lavoro aveva permesso di ricostruire la successione dei feudatari, i collegamenti tra famiglie del medio Volturno e la Baronia di Gioia, ma nello stesso tempo la ricerca presentava anche delle lacune temporali, alcune ampie altre brevi, ma tali lacune lasciavano dubbi in merito anche al susseguirsi dei feudatari stessi. Indubbiamente si è compreso, così come per molti luoghi del medio Volturno, che era forte il legame con importanti famiglie nobili del territorio e non solo, ma che molte vicende facevano rientrare la Baronia di Gioia in giochi di potere molto grandi, spesso intrecciati con il potere monarchico del Regno.