Archivi categoria: Sociologia

Laura TUSSI, Il Disagio Insegnante nella scuola italiana contemporanea.

Un’analisi critico-pedagogica dei vissuti professionali e formativi del docente.
Nel contesto educativo occorre relazionarsi assiduamente con i colleghi, con i superiori, con tutti i ragazzi, con i loro genitori e addirittura… con i bidelli.


Si è esposti al giudizio di tutti a 360 gradi con conseguenze spesso devastanti, sia a livello esistenziale che psicologico. Personalmente “forse” sono riuscita immune da pesanti anni di precariato scolastico perché mi sono sempre e costantemente posta il problema dell’educazione e della necessità di apprendimento, di crescita sociale, culturale e psicologica di ogni ragazzo.


Più volte nel corso della professione di insegnante mi sono trovata in situazioni difficili, in circostanze assurde che sembrano irrisolvibili anche da parte di tanta pedagogia scolastica, didattica e pedagogica.


Ma quando un insegnante in erba è motivato da tutte le buone intenzioni del caso, magari con uno stuolo di genitori che gli imperversa contro, sobillando le ire funeste del dirigente scolastico e anche di qualche collega del consiglio di classe, allora, a questo punto qual è la soluzione a tutto questo teatrino di parti e controparti che non vedono niente di idealistico se non la possibilità che il figlio divenga un esimio ingegnere o un insigne letterato?…


La Scuola può e deve offrire molto di più…


La Scuola di Tutti e per Tutti.


 


Laura Tussi è docente, giornalista e ricercatrice, si occupa di tematiche sociopedagogiche, psicologiche e storicoculturali. Ha conseguito la quinta laurea specialistica nel 2009 in formazione degli adulti e consulenza pedagogica nell’ambito delle scienze della formazione e dell’educazione. Collabora con diverse riviste di settore e telematiche come www.politicamentecorretto.com, www.ildialogo.org, www.icpratidesio.it


Info:
ISBN: 978-88-548-2283
Formato: 17 x 24 Pagine: 212
Prezzo: 14,00 euro
Editrice Aracne

Link: http://www.aracneeditrice.it

Email: tussi.laura@tiscali.it

Vincenzo Andraous, Una disconnessione mentale ed emozionale.

Si violentano le donne, si umiliano, si offendono nella carne e nello spirito, poi si gettano via. Si bruciano vivi i barboni con  una risata  sgarbata,  tutta l’indifferenza nei riguardi della dignità umana, un menefreghismo costruito a misura, verso quanti deboli e indifesi possono essere usati come divertimento contro la noia.
Donne e clochard, scagliati in faccia alle coscienze, sempre pronte a trovare un capro espiatorio, sempre quello, sempre uguale, sempre meno attendibile: siamo circondati dagli stranieri, oramai siamo in preda al panico, ridotti al filo spinato delle parole lanciate a grappolo, dei colpi di pistola sparati nel mucchio.
Come se tutti i guai fossero riconducibili ai comunitari indesiderati, certamente un fenomeno da riconsiderare nei numeri, nella qualità dei ruoli, ma altrettanto sicuramente non responsabili dei mali della nostra società.
La mattina osservo gli adolescenti fermi alle stazioni dei pulman, nei pressi delle scuole, sono bestemmie e pugni sul muso, spintoni e occhiatacce, gruppi che si fronteggiano, muscoli e odio che sale nei riguardi dei più deboli, per quanti non hanno, non posseggono, non potranno avere.
Nella famiglia, il microcosmo che costituisce-costitutivamente  il macrocosmo collettività, anche lì vedo calci e prepotenza, come se improvvisamente nelle nostre vene scorresse un liquido inquinato e inquinante, la peggiore espressione della nostra disumanità.
Primo Levi ci ha lasciato in eredità che occorre credere nella ragione e nella discussione, che all’odio bisogna anteporre sempre e comunque la giustizia.
Forse proprio in queste parole c’è la chiave di accesso per scardinare l’oblio in cui ci siamo cacciati, la lentezza di un intervento educativo capace, la stanchezza per un’esistenza che non consente più pause, riflessione, ascolto, e un briciolo di pietà.
La pietà questa compagna di viaggio ripudiata, messa al bando, da un odio che cresce, che fa sponda alla paura, e rende invincibili i branchi in agguato, eroi i vigliacchi, leaders chi non potrà mai esserlo.
Ricordo qualche tempo fa quando ho sostenuto che non si trattava di mera sporadicità, né di accadimenti incredibilmente da fuori di testa in via di esaurimento, rammento bene le alzate di spalle, i comportamenti di spocchiosa alterità.
Qualcuno dirà che non siamo ancora a questi livelli di urbanizzazione incontrollata dell’odio, eppure se guardo negli occhi un adolescente, leggo oltre alla spavalderia dell’impunito, l’incapacità di accettare un’altra persona diversa da se stesso, in quello sguardo c’è lancinante l’assenza di un qualche dubbio, di contro ci sono gli sms che cristallizzano una società materializzata e livellatrice, al punto da disconoscere quel pudore essenziale per non dichiarare fallita in partenza la nostra personalità, il nostro valore di esseri umani.
Un indiano bruciato vivo, un altro clochard dopo quello di Rimini, un’altra persona al macero che non faceva male a nessuno, ma rendeva inqualificabile l’arredo urbano.
Perdiamo tempo a domandarci se è xenofobia, razzismo, o  più semplicemente è il risultato di una disconnessione mentale e emozionale, e allora dalle università alle scuole secondarie non è più sufficiente arrancare sul compito dell’istruzione pura, ma bisogna affiancare un’azione educativa influente per autorevolezza, che trasmetta l’importanza del legame tra un individuo e l’altro, anche quello solo apparentemente diverso, o spesso, unicamente meno fortunato.

Autore: Vincenzo Andraous

Email: vincenzo.andraous@cdg.it

Laura TUSSI. Giovani e lavoro. Formazione al benessere nelle organizzazioni.

La crisi e la congiuntura economiche attuali fanno passare in secondo piano le rivendicazioni di benessere in ambito lavorativo per le gravi condizioni di precarietà.
Quando si supererà questa situazione di stallo permarrà comunque negli individui la stagnazione di questi diritti, valori e rivendicazioni e occorrerà riconsiderarli nuovamente.


Lo studio completo si trova nell’allegato.


 

Autore: Laura Tussi

Email: Tussi.laura@tiscali.it

Allegato: GIOVANI E LAVORO.pdf

Giuseppe Costantino BUDETTA, Emodinamica del talamo.

Nell’Uomo con l’avanzare dell’età, le comunicanti posteriori tendono a ridursi di calibro ed i due distretti (anteriore servito dalle carotidi interne, e posteriore dalla basilare) si separano. Dalle comunicanti posteriori si stacca l’arteria premammillare che irrora il talamo. In alcuni casi anche le arterie talamiche perforanti (o peduncolo talamo-perforato) si originano dalle comunicanti posteriori del poligono di Willis.


Questo gruppo di arterie riceve un minor apporto sanguigno dalle comunicanti posteriori in involuzione senile, riducendo di conseguenza il proprio calibro. La funzionalità di alcune aree talamiche risulterebbe compromessa (atrofia senile). Ito Hiroshi et all. (2003), affermano che è la durata del transito medio del flusso sanguingo a caratterizzare nelle grandi linene la circolazione cerebrale. Gli autori hanno trovato che la distribuzione regionale del sangue arterioso cerebrale non era uniforme nel cervello.


La maggior quantità di flusso sanguigno era nella corteccia temporo occipitale. La minor quantità rispetto alla altre parti era nel cervelletto, talamo e putamen. Queste differenze regionali di flusso sanguigno sarebbero inversamente proporzionali alla pressione di perfusione cerebrale e  potrebbero essere relazionate alle differenti concentrazioni di microvascolarizzazione arteriolare ed al loro tono (quantità di elementi muscolari lisci presente nella parete arteriolare e pre capillare).  Nell’Uomo, sono assenti arterie anastomotiche che collegano i due versanti opposti del poligono di Willis e la riduzione del calibro delle comunicanti posteriori fino all’atrofia, comporta la scomparsa della arteria premammillare e in alcuni casi anche delle talamiche perforanti. Il ridotto apporto sanguigno si ripercuote negativamente in particolare nei nuclei mediani del talamo, irrorati dall’arteria premammillare.


Malattie senili come la Demenza di Guam, alcune atrofie del talamo con demielizzazzione dei fasci di connessione (centro mediano, nuclei intralaminari) troverebbero una delle concause nella sclerosi fisiologica delle comunicanti posteriori a livello del poligono di Willis. 


Lo studio completo si trova nell’allegato.



L’Autore. Budetta Giuseppe Costantino nato a Bellosguardo (SA) vive a Napoli — Ponticelli, Via Lago Lucrino 24 — 80147 — Italia. Diplomatosi presso il Liceo classico A. Genovesi di Napoli, laureato con lode in Veterinaria, ha due specializzazioni in Alimentazione ed in Citochimica quest’ultima conseguita presso la II Fac. di Medicina di Napoli.


E’ prof. associato di Anatomia, fisiologia e morfologia degli animali domestici  presso la Facoltà di Agraria di Palermo, gruppo disciplinare: VET 01.


E’ autore di oltre novanta lavori scientifici alcuni dei quali pubblicati su riviste internazionali americane e francesi.



Info:
Giuseppe Costantino Budetta – Via Lago Lucrino, 24 – 80147 – Napoli (Ponticelli). Tel: 081/5960135; 340/5969441


Napoli, 8/12/2008

Autore: Giuseppe Costantino Budetta

Email: giuseppe.budetta@alice.it

Allegato: TALAMO-08-7.pdf