Archivi categoria: Sociologia

Franco dell’Aquila, Le abitazioni in grotta del califfo di Matmata.

Conosciamo le abitazioni scavate nella roccia della Tunisia del Sud ad opera di vari ricercatori e viste sotto varie angolazioni di ricerca. Abitazioni realizzate dalla popolazione berbera dediti all’agricoltura e alla pastorizia.
Meno noto è l’articolata descrizione della residenza del califfo di Matmata fatta dall’etnografo danese Bruun alla fine del XIX secolo che qui si presenta.

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Autore: Franco dell’Aquila – franco.dellaquila@inwind.it

Giuseppe C. BUDETTA. La dimensione bidimensionale.

La dimensione bidimensionale dello Spazio – Tempo è una realtà a sé stante, a volte indipendente da quella tridimensionale del mondo circostante. Tra le due, può esserci corrispondenza biunivoca.

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Autore:
Giuseppe C. Budetta, Via 25 Luglio, numero 24, CAP 53048 – Sinalunga – (Siena).
Mail: giuseppe.budetta@gmail.com
Tel. 3405969441 – 05771510323

Sandro Luigi Marra. Magia e stregoneria nella media Valle del Volturno.

Negli anni ’50 del ‘900 De Martino nel suo lavoro Antropologico dal titolo “Sud e magia” descriveva il misterioso mondo della magia nel Salento. A leggere quel lavoro si coglie il mistero della cultura del meridione d’Italia, attraverso maghi, fattucchiere, streghe, magone, stregoni, un intreccio di personaggi che in realtà ripercorrono una traccia antica di tale cultura; si ripercorre dunque nel tempo il lascito della civilizzazione Magno-Greca, del suo sovrannaturale, dei suoi culti divinatori, volti a conoscere il futuro a proteggere i singoli, a maleficiarne altri.

Vedi allegato: Magia e stregoneria nella media Valle del Volturno

Autore: Sandro Luigi Marra – slmarra@libero.it

Vincenzo ANDRAOUS, LA GUERRA DEGLI INNOCENTI.

Potenti di ogni colore e nazione, diagnosticano terapie politiche e sociali per ristabilire diritti e democrazie in paesi dilaniati dalla ferocia della povertà, dall’ingiustizia oramai globalizzata, che non sottrae alcuna religione dal taglione del mors tua-vita mea.
Guerre e stragi, uomini in armi e bambini depredati di ogni sorriso, terre divise e derubate dei propri confini, inni alla pace gridati a tempo di musica, richieste di giustizia licenziate con qualche parola travestita di compassione.
Africa in fiamme e Medioriente tra le macerie, terroristi e carnefici miserabili all’opera in Europa, persone innocenti in marcia per la pace, altrettante in guerra per difenderla, altre circondate e maltrattate dagli aguzzini di nero travestiti per distribuire “equamente” il residuo di giustizia.
Specialisti in relazioni spediti qui e là, equazioni e sottrazioni della comunicazione a supporto delle percentuali e delle statistiche, tutte ben contenute nella negazione del dato esponenziale, che accerta l’odio e la vendetta covare sotto il primo strato di pelle, che non si vede, ma si muove sotto carico, pronto a esplodere a ogni nuovo giorno.
Scacchieri e pedine si muovono lentamente intorno a paesi dimenticati, città violentate, popolazioni abbandonate in confini inventati e frontiere frantumate. L’immaginario collettivo non riesce a delinearne i contorni, la proporzione di quelle macchie, sagome indistinte, ma in continuo spostamento, il tremore della terra, al suo avanzare e ritrarsi. Improvvisi i colpi sordi dei cannoni di ultima generazione, botti ripetuti, alle spalle, tra le scapole, in mezzo agli occhi.
Le nazioni, i paesi, le città, ridotte a periferie di oggi, sono un ricordo sbiadito delle democrazie di domani, schiacciate dalle tante parole che sono state dette, dalle recinzioni che sono sopravvenute, costruite a misura per non ascoltare.   Ma a ben pensarci, delle libertà di ieri, ne rimangono pochi limpidi esemplari, ma ci sono ancora, per non farci cadere all’indietro, nel vuoto della memoria. Pochi riferimenti certi e in bella vista nella prateria dimenticata, a sfidare i fucili, i tanti cuori pavidi, i governi dell’insignificanza sociale, dei poteri esposti controvento, per meglio difendere la propria inadeguatezza.
Da questa ulteriore maledetta solitudine del sangue forse è necessario imparare qualcosa di più e davvero, un insegnamento a non dissolvere l’opportunità della riflessione ( ancor prima dell’azione ), quella che parte dal cuore, per sentire davvero il bisogno e la necessità di una libertà che appartenga a tutti, indipendentemente dalla religione e soprattutto dal portafoglio che ognuno professa.

Autore: Vincenzo Andraous – vincenzo.andraous@cdg.it