Le mura della città di Cosa appaiono perfette con i loro blocchi poligonali in pietra calcarea, accuratamente regolarizzati nel paramento esterno (figg.1 – 2). Inizia da qui, dalla porta di Nord-Ovest che si apre nell’antica cinta muraria della città, la visita agli scavi archeologici di Cosa, posta su un promontorio roccioso all’altezza di 114 metri sul livello del mare. E’ il posto ideale per godere, lungo l’itinerario di visita, di una magnifica vista sull’Argentario, che inizia ad intravvedersi procedendo verso Sud-Est e salendo all’Acropoli dopo una breve ma necessaria visita al piccolo Museo.
– La chiave sumera dei nomi degli Dei va resa nota-, mi sono detto dopo di aver messo in Internet “Il confronto di Balak e Balaàm” 1: apre a troppe meraviglie per un uomo solo! Permetterà a tutti coloro che amano leggere di far archeologia.
Fenici è il nome dato dai Greci alla popolazione originaria della regione corrispondente all’attuale Libano. Il termine greco phoinikes, strettamente collegato al vocabolo phonix (cioè “rosso porpora”), indica che già nell’antichità i Fenici erano ricordati come “gli uomini della porpora”.
Queste note si riferiscono ad Annone per spiegare il motivo che lo induce, secondo il mio punto di vista, a compiere una parte del suo viaggio, quella compresa tra il 2° e l’8 ° passo, nei posti che un cartaginese come lui dovrebbe conoscere bene.