La riflessione del filosofo Imre Toth, pubblicata in settembre da Bollati Boringhieri, ha titolo: “La filosofia e il suo luogo nello spazio della spiritualità occidentale, una apologia”.
Possiamo dire che la sua apologia della filosofia chiama un’apologia della sociologia da chi scrive sullo stesso tema.
Introduzione Tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIII si costituirono numerose comunità monastiche nella laguna nord di Venezia, che si svilupparono e vissero in un ambiente fisico in continua evoluzione.
L’antica colonia marittima di Liternum fu dedotta nel 194 a. C. insieme alle colonie di Volturnum, Buxentum, Salernum e Puteoli (la futura Delo minor!). La ratio di questo provvedimento da parte del Senato Romano fu dettata dalla volontà di porre dei caposaldi di controllo lungo la malsicura costa campana.
Narra una leggenda che un pastore, passeggiando lungo la spiaggia di Tiro con il suo cane, ad un certo punto ebbe l’impressione che l’animale si fosse ferito con una conchiglia; nel momento in cui si accinse a pulirgli il muso, però, egli si rese conto che il liquido rosso non era sangue, ma una tintura, prodotta da quel mollusco. Così l’uomo scoprì la porpora. Da allora in poi i nostri antenati cominciarono a pescare certi molluschi non solo per mangiarli, ma anche per estrarne la ghiandola ipobranchiale, preposta a secernere un liquido che si può definire il precursore della porpora. Cumuli di gusci di molluschi spezzati, riportati alla luce, nel corso di scavi archeologici, in varie località che si affacciano sul Mediterraneo Orientale, attestano la presenza di luoghi adibiti alle attività di estrazione e lavorazione della porpora.