Archivi categoria: Archeologia

Carlo FORIN. Riflessioni su me, Me, ME.

La riflessione del filosofo Imre Toth, pubblicata in settembre da Bollati Boringhieri, ha titolo:  “La filosofia e il suo luogo nello spazio della spiritualità occidentale, una apologia”.


Possiamo dire che la sua apologia della filosofia chiama un’apologia della sociologia da chi scrive sullo stesso tema.


L’articolo completo si trova nell’allegato.

Autore: Carlo Forin

Email: carlo.forin1@virgilio.it

Allegato: Riflessioni.pdf

Davide BUSATO, Mario ROSSO, Paola SFAMENI. Le conseguenze delle variazioni geografiche avvenute tra il XIII ed il XV secolo su talune comunità monastiche ubicate in alcune isole della laguna nord di Venezia.

Introduzione
Tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIII si costituirono numerose comunità monastiche nella laguna nord di Venezia, che si svilupparono e vissero in un ambiente fisico in continua evoluzione.


L’articolo completo si trova nell’allegato.

Autore: Davide Busato, Mario Rosso, Paola Sfameni

Email: davide.busato@infinito.it

Allegato: Costanziaco ed Ammiana.pdf

Dott. Luca BASILE. Il ritratto d’epoca romano. Faustina Minore e l’exemplum della statua di Liternum (estratto).

L’antica colonia marittima di Liternum fu dedotta nel 194 a. C. insieme alle colonie di Volturnum, Buxentum, Salernum e Puteoli (la futura Delo minor!). La ratio di questo provvedimento da parte del Senato Romano fu dettata dalla volontà di porre dei caposaldi di controllo lungo la malsicura costa campana.


Lo studio completo si trova in www.archeomedia.net, alla pagina: >>> vai

Autore: Dott. Luca Basile

Luana MONTE, La Porpora, dono di Atlantide?

Narra una leggenda che un pastore, passeggiando lungo la spiaggia di Tiro con il suo cane, ad un certo punto ebbe l’impressione che l’animale si fosse ferito con una conchiglia;  nel momento in cui si accinse a  pulirgli il muso, però, egli si rese conto che il liquido rosso non era sangue, ma una tintura, prodotta da quel mollusco. Così l’uomo scoprì la porpora.
 Da allora in poi i nostri antenati cominciarono a pescare certi molluschi non solo per mangiarli, ma anche per estrarne la ghiandola ipobranchiale, preposta a secernere un liquido che si può definire il precursore della porpora.
 Cumuli di gusci di molluschi spezzati, riportati alla luce, nel corso di scavi archeologici,  in varie località che si affacciano sul Mediterraneo Orientale, attestano la presenza di luoghi adibiti alle attività di estrazione e lavorazione della porpora.


Lo studio completo si trova nell’allegato.

Autore: Luana Monte

Email: luana.monte@virgilio.it

Allegato: La Porpora, dono di Atlantide.pdf