Archivi categoria: Archeologia

Giuseppe GRECO. Da Nerulum a Lagonegro. Storia di un “fossile longobardo mimetizzato”.

La localizzazione dell’oppidum di Nerulum a Lagonegro , fa nascere nuovi interrogativi circa il successivo cambio di nome, avvenuto certamente tra il VI secolo (ultima attestazione di Nerulum)3 e il X secolo (prima attestazione di Lagonegro – Λακκουνίγρου).

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Autore: Giuseppe Greco – greco_giu@me.com

Chiara Vantaggio, Hatshepsut.

Fu la seconda donna a detenere il titolo di faraone. Fu incoronata nel 1478 a.C. e regnò ufficialmente al fianco di Thutmose III, di cui era zia e matrigna. In precedenza, Hatshepsut era stata la “Grande sposa reale”, cioè moglie principale e regina consorte, di Thutmose II, padre di Thutmose III. È generalmente considerata dagli studiosi come uno dei migliori faraoni della storia egizia, avendo inoltre regnato molto più a lungo di ogni donna appartenente a tutte le altre dinastie native dell’Egitto.

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Autore: Chiara Vantaggio – chiaravant85@hotmail.it

Carmine VENEZIA, Archivistica, Biblioteconomia e Archeologia: i rapporti tra le discipline della memoria.

Nel sistema accademico italiano l’archivistica e la biblioteconomia, discipline della memoria per eccellenza, condividono lo stesso settore scientifico-disciplinare (M-STO/08 – Archivistica, bibliografia e biblioteconomia), confluendo altresì nel medesimo settore concorsuale (11/A4 – Scienze del libro e del documento e scienze storico religiose), a sua volta parte dell’area disciplinare 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche, psicologiche. Da alcuni anni, come noto, è attiva la laurea magistrale in “Archivistica e biblioteconomia” (LM-5), che rappresenta la fisiologica prosecuzione del curriculum archivistico-librario della laurea in “Beni culturali” (L-01).
L’archeologia invece, pur costituendo anch’essa un percorso curriculare all’interno della L-01, è classificata in un’area disciplinare diversa rispetto alle materie archivistiche e librarie, quella delle “Scienze dell’antichità, filologico letterarie e storico-artistiche” (10), rappresentando non solo un settore concorsuale autonomo (10/A1 – Archeologia) , ma anche un indipendente macrosettore (10/A – Scienze archeologiche).

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Autore: Carmine Venezia – carmine.venezia@beniculturali.it

Santi Maria RANDAZZO. LA RISCOPERTA DI UN TRATTO DELL’ANTICO ACQUEDOTTO ROMANO ESISTENTE NEL SOTTOSUOLO DEL TERRITORIO DI MOTTA SANTA ANASTASIA.

La notizia tratta inizialmente dal contenuto degli atti pubblicati nel 1881 da Carlo Condorelli e riguardanti una controversia giudiziaria tra il Comune di Misterbianco ed il sig. Antonino Alessi, Barone Sisto avviata nel 1853.
Mentre mi accingevo a realizzare un lavoro di ricerca storica sulla secolare controversia amministrativa tra i comuni di Misterbianco e Motta Santa Anastasia, relativamente ad alcuni tratti del territorio di Motta Santa Anastasia rivendicati dal comune di Misterbianco, mi sono imbattuto in un testo pubblicato da Carlo Condorelli nel 1881 (1), che mi faceva scoprire l’esistenza sul territorio del comune di Motta Santa Anastasia di un tratto interrato dell’antico acquedotto romano che da Santa Maria di Licodia portava l’acqua a Catania.

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Autore: Santi Maria Randazzo – santimariarandazzo@live.it