Tutti gli articoli di Feliciano Della Mora

Michele Zazzi. Il demone della Tomba della Quadriga Infernale (IV secolo a.C.).

La figura in esame è riprodotta nella prima scena della tomba di Sarteano (tra la porta d’ingresso e la nicchia sinistra del corridoio) e costituisce un unicum iconografico: un personaggio, all’interno di una nuvola nera, conduce verso l’esterno della tomba una quadriga trainata da due grifoni e da due leoni alternati. ..

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Autore: Michele Zazzi – michele.zazzi@alice.it

Carmine Venezia. Gli strumenti di ricerca dell’archivio provinciale di Trento.

L’articolo è tratto, con alcune modifiche, da una ricerca di dottorato che lo scrivente ha svolto a Benevento e Trento tra il 2016 e il 2021. In questa sede si offre una disanima delle pratiche descrittive attuate dall’Archivio provinciale di Trento fin dalla sua
fondazione, nonché una ricostruzione delle metodologie di ordinamento dei fondi oggetto di descrizione…

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Autore: Carmine Venezia – carmine.venezia@alice.it

Info: apertura
Lunedì e giovedì: 8.30 – 12.30, 14.00 – 16.00
Martedì e mercoledì: 8.30 – 16.00
Venerdì: 8.30 – 13.00
La distribuzione dei materiali è garantita nei seguenti orari:
Lunedì e giovedì: 8.30 – 12.00, 14.00 – 15.30
Martedì e mercoledì: 8.30 – 12.30, 14.00 – 15.30
Venerdì: 8.30 – 12.30
https://www.cultura.trentino.it/Luoghi/Tutti-i-luoghi-della-cultura/Archivi/Archivio-provinciale-di-Trento

Michele Zazzi. Il palazzo etrusco di Murlo.

A seguito di ritrovamenti occasionali (frammenti di terrecotte, ceramiche, bronzi, etc …) sulla cima di Poggio Civitate, situato su di una collina del Comune di Murlo (SI), a partire dal 1966 sono state effettuate numerose campagne di scavo. All’esito di decenni di ricerche sono stati rinvenuti, tra l’altro, i resti di un edificio caratterizzato da due fasi costruttive, rispettivamente, del periodo orientalizzante e di quello arcaico…

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Autore: Michele Zazzi – michele.zazzi@alice.it

Francesca Pandimiglio. Orrore e sconcerto nell’iconografia cristiana in un capitello romanico della Chiesa di San Sisto a Viterbo.

A Viterbo la chiesa romanica di San Sisto (fig. 1), uno degli edifici ecclesiastici più antichi della città citato per la prima volta in un documento del 1068, fu costruita su un tempio pagano, dedicato forse a Venere o alla dea Fortuna, tra il IX e il XIII secolo.
I documenti, riportano che nel rione di Vico Quinzano, già alla fine dell’VIII secolo, nella zona, come ipotizzavano gli storici Pinzi e Signorelli, compresa tra le Fortezze, la Strada Romana e l’attuale chiesa in questione, c’era una piccola pieve, dedicata a San Marco. Le modifiche nel tempo sono state numerose in particolare nel XII secolo, quando l’abside venne incapsulata all’interno delle mura cittadine. Per compensare il dislivello tra il pavimento dell’edificio e le mura, il presbitero venne rialzato notevolmente e nella parte sottostante ad esso venne inglobata l’antica cripta. ..

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Autore: Francesca Pandimiglio – pandimigliofrancesca@gmail.com