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RAI Educational: Musei della scienza.

L’uomo, il nostro pianeta e la ricerca scientifica. La storia raccontata attraverso le testimonianze lasciate nel tempo: un patrimonio, accessibile a tutti e costantemente aggiornato, racchiuso e conservato all’interno dei musei. Finestre sul passato, strumenti fondamentali per la comprensione del presente. Nel corso della puntata, Luciano Onder ne discuterà con gli ospiti in studio.

In studio:


Dott. Leonardo Alfonsi, Perugia Scienze Festival


Dott. Marco Bianucci, Consiglio Nazionale delle Ricerche


Prof.ssa Raffaella Simili, Università degli Studi di Bologna


Prof.ssa Laura Tussi, Docente di Lettere


Continua in:


http://www.explora.rai.it/online/doc.asp?pun_id=910





Laura TUSSI: Interpretazioni della didattica – Metodi di insegnamento.

Nel linguaggio comune didattica significa insegnamento, insegnare, dal latino didasco e dal greco didactein.

I modi di insegnamento sono diversi. Possiamo insegnare facendo cose che sappiamo fare, lasciando che altri ci imitino, per esempio, la forma prevalente di insegnamento possiede un carattere implicito nell’imitazione di un comportamento. Possiamo proporci esplicitamente l’intento di insegnare qualcosa, ossia rendere evidente ciò che stiamo facendo.


Questo è il precettorato di carattere esplicito per il rapporto duale tra maestro e allievo, nelle interazioni personali finalizzate a comunicare competenze. Possiamo rendere l’insegnamento scopo della nostra attività. Lo scopo primario prevede una struttura di esclusivo dispositivo per l’insegnamento e lo scopo secondario rivela una struttura per altri fini. L’attività formale implica una struttura adeguata all’insegnamento al pubblico che deve imparare.


Da quando l’insegnamento è diventata una professione praticata da addetti, si è compreso che le sole doti personali non forniscono competenze necessarie. La capacità d’insegnamento è considerata maggiormente una dote nativa, ma acquisita attraverso lo studio sistematico.


Questa consapevolezza si diffuse in Italia dalla seconda metà dell’800. La maestra Pedani in “Amore e ginnastica” di Edmondo De Amicis 1892, quale protagonista rivela una formazione scolastica che può incidere sulle caratteristiche della popolazione per modificarle. La maestra rifiuta le mollezze e le sdolcinature in educazione, contrapponendosi al lassismo. Vi è la scelta di una strategia di intervento sulla società e l’influsso della cultura positivista che pone attenzione alla realtà umana.


L’intento della scuola è fungere da fattore di trasformazione nella società. La scuola è l’immagine della vita. Il romanzo di De Amicis risulta coerente alla trasformazione della società del tempo nella seconda metà dell’ottocento. “Il mondo di ieri. I ricordi di un europeo” di Zweig nel 1946 descrive gli ultimi decenni dell’impero asburgico. Elenca alcuni criteri educativi. La scuola ha il compito di selezionare gli alunni per la scuola superiore. Il titolo di istruzione superiore equivale a un prestigio sociale. L’impegno richiesto assorbe tutto il tempo agli allievi. Gli studi suggeriscono un’immagine seria della vita. Le lezioni svolte con pedanteria presentano una rigida schematizzazione. La figura dell’allievo coincide con la prestazione che fornisce. La personalità dell’insegnante è centralizzata e non esistono interazioni affettive tra insegnanti e allievi. Questi punti costituiscono la scuola tradizionale a cui corrisponde una pedagogia complessa e una didattica schematica e povera.




Coincidenze tra scuola e società


L’approccio progressista di De Amicis consiste nell’anticipare le rappresentazioni della realtà ricercando coerenza tra la concezione della realtà stessa e le caratteristiche degli individui. L’approccio conservatore di Zweig consiste nell’esprimere il disagio per l’inadeguatezza delle pratiche di formazione,

Marisa UBERTI: Il curioso ritrovamento del Tempio Capitolino di Brescia e della Vittoria Alata.

Alle falde del colle Cidneo sorge il grandioso tempio che Flavio Vespasiano eresse in Brescia, nell’anno 72-74 d.C. Sulla ‘paternità’ del Tempio non vi sono dubbi, dato che sul frontone è riportata la seguente scritta:


                                   IMP. CAESAR.VESPASAINUS.AUGUSTUS.


                    PONT . MAX . TR . POTEST . IIII. EMP . X. P. P. CAS . IIII


                                                                 CENSOR.


L’erezione del tempio si deve alla vittoria dell’Imperatore su Vitellio, nella piana tra Goito e Cremona.


L’articolo completo si trova in www.archeomedia.net, alla pagina:


http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=2689&cat=Studi%20e%20Ricerche

Autore: Marisa Uberti

Laura TUSSI: La fase di start-up di un progetto di prevenzione del bullismo.

Soggetti da coinvolgere in un progetto di prevenzione al bullismo.


Come evidenziato nel corpo del testo, gli operatori sociali ed educativi adatti e atti a svolgere ed attivare un progetto di prevenzione al bullismo sono principalmente gli insegnanti, gli educatori, gli psicologi, tutti gli operatori culturali che costituiscono punti di riferimento per i ragazzi, quali il bibliotecario, l’educatore e il responsabile d’oratorio, il prete, i genitori, considerando che il fenomeno del bullismo si verifica nella scuola con ripercussioni all’interno del tessuto sociale e coinvolge una intera comunità educante; quindi risulta utile attivare e coinvolgere nell’azione pedagogica di prevenzione la maggior parte degli attori sociali e culturali, che costituiscono il sistema formativo integrato


Progetto di prevenzione al bullismo, di intervento educativo e pedagogico e suoi interlocutori.


Esistono casi conclamati di bullismo grave, per cui si sono approntati progetti molto complessi per insegnanti, educatori, psicologi e pedagogisti.


La sezione iniziale di un progetto contro il bullismo deve coinvolgere tutta la comunità educante ed attivare totalmente il sistema formativo integrato. In primis verranno attivati gli insegnanti nell’ambito della mediazione e soprattutto dell’interazione, per affrontare le difficoltà relazionali giovanili e trasformare le dinamiche conflittuali in una risorsa. Le dinamiche conflittuali del bullismo portano anche ad uno sgretolamento del ruolo dell’insegnante per cui bisogna insistere sulle procedure di dialogo e di comunicazione interattiva e coinvolgere la classe sulla considerazione delle dinamiche e delle interazioni interne al gruppo.


Gli educatori e gli insegnanti di sostegno dovranno contribuire ad avviare e mantenere costante il confronto e il dialogo soprattutto osservando e facendo interagire la parte offesa, la vittima, con il suo prevaricatore, il bullo. Lo psicologo e il pedagogista si accosteranno ai vari componenti ed elementi coinvolti nella dinamica del bullismo al fine di progettare un discorso didattico inerente il racconto e la narrazione di sé, della loro storia di vita e di formazione, così da individuare i lati oscuri o gli aspetti più piacevoli della loro esistenza, legati a diverse situazioni, a vari stati d’animo ed emozioni. Tramite il metodo autobiografico e la mediazione relazionale, linguistica e culturale, questi primi attori sociali e operatori coinvolti, si incontreranno con i genitori, con i nuclei famigliari e produrranno elaborazione di esperienze. In seguito ci si rivolgerà ai punti di riferimento principali dei ragazzi, dagli amici più grandi, ai negozianti di fiducia, ai bibliotecari, agli edicolanti, all’allenatore di calcio, al prete, insomma a tutti quei punti di riferimento fondamentali per i ragazzi, presenti nel tessuto sociale e che costituiscono appunto, insieme alle strutture e a tutti gli individui interagenti, il costrutto della comunità educante, all’interno del sistema formativo integrato (Frabboni, Massa, De Bernardi). Il lavoro interattivo progettuale tra microsistema e macrosistema, la costante interazione tra ecosistema gruppale, esosistema e mesosistema comporta l’intervento diretto sul gruppo classe, fomentando dinamiche di individuazione per lo sviluppo di un super-io creativo, motivante che sappia sviluppare dinamiche intersoggettive ed individuali molto creative volte a processi di costruzione, elaborazione e invenzione di dati e materiali, in un complessivo processo di crescita e di socializzazione basato sul modello costruzionista ed interazionista che però sappia mettere al centro dell’azione formativa le singole e specifiche individualità quale fonte non più di dinamiche conflittuali, ma di ricchezza innovativa, progettuale, in una dimensione decisionale e procedurale molto sv