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Gabriella CETORELLI SCHIVO: Costantina. Storia di una Augusta, tra perdizione e santità.

Uno dei problemi di maggiore interesse relativi alla dinastia dell’imperatore Flavio Valerio Costantino si incentra sulla figura di Constantina o Constantia, personaggio dai contorni incerti, intorno al quale il contrasto esistente tra le fonti storiche ha generato, fra coloro  che si sono avvicendati  nello studio della sua biografia, non poche controversie.


Lo studio completo si trova in www.archeomedia.net, alla pagina:


http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=3270&cat=Studi%20e%20Ricerche

Autore: Gabriella Cetorelli Schivo

Chiara TERRANOVA. Il complesso oracolare di Anfiarao ad Oropo (Grecia).

Figlio di Oikles, Amphiaraus Oeclei et Hypermestra Testii filuis augur, discendente dell’indovino Melampo dal quale ereditò la facoltà di prevedere gli eventi futuri, comune ad altri membri della sua famiglia, come Polifido e Teoclimeno sopra citati, Anfiarao apparteneva alla stirpe argiva dei Melampodidi, o Melampidi, dalla quale discendeva anche l’auriga Batone. Anfiarao è ricordato da Pausania, Apollodoro, Igino, e Senofonte per aver preso parte alla caccia al cinghiale Calidonio, e dagli scolii pindarici si evince che fu uno dei guerrieri che presero parte alla spedizione degli Argonauti.


L’articolo completo si trova in ArcheoMedia, alla pagina:


http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=3260&cat=Studi%20e%20Ricerche


 

Autore: Chiara Terranova

Email: marichiari@alice.it

Davide BUSATO: L’evoluzione delle paludi nella laguna nord di Venezia dal IX al XV secolo.

Nel quadro di una ricerca che abbia come obiettivo primario uno studio storico-archeologico riguardante l’isola di Sant’Erasmo, si manifesta la necessità di un’attenta analisi dello sviluppo dell’economia delle paludi retrostanti l’area in oggetto. La laguna torcellana, nella quale era ospitato un gruppo di frammenti insulari tra i quali il nascente lido di Sant’Erasmo, costituiva la sezione sud-ovest del bacino lagunare di Treporti, alimentato principalmente dal Sile, dal Dese, dallo Zero e dal Piave.i L’incontro tra le acque dolci di questi fiumi e il mare fece sì che non solo vi fosse un continuo evolversi della situazione geomorfologica ma, che la stessa area che si estendeva dal lido alla terraferma, da Sant’Erasmo a sud, e da Lio Mazor a nord, fosse coperta già dal IX secolo da ampie distese paludose, dalle quali emergevano isole e dossi, nonché barene e canneti.


Leggi l’articolo completo in ArcheoMedia, alla pagina:


http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=3252&cat=Studi%20e%20Ricerche


 

Autore: Davide Busato