Le strade che la civiltà di Roma ha costruito in tutto il mondo antico hanno rappresentato un evento politico di portata universale; basti pensare che esse spesso costituiscono ancora il supporto della viabilità attuale, non soltanto in Italia e in quei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche in alcune nazioni dell’Europa dell’Est, dell’Africa e dell’Asia. Si può ben valutare lo spessore dell’impresa, se si consideri che solo le viae publicae articolavano per tutto l’impero una rete di oltre 120.000 Km di percorsi. La costruzione di una così vasta e ben strutturata rete veicolare rispondeva nella mentalità latina a quei principi di esigenza di ordine per l’utile pubblico che è stata una delle caratteristiche distintive del romano antico; le strade erano considerate quelle opere necessarie che Plinio il Vecchio contrapponeva orgogliosamente alla “otiosa et stulta ostentatio pyramidarum” [l’ostentazione stolta ed inutile delle piramidi] (Plin. N.H., 75) e Sesto Giulio Frontino paragonava alla “inertia sed fama celebrata opera Graecorum” [alle opere dei Greci inutili ma celebri per fama] (Front. De aq., 16).
Quando respiri l’aria del cielo nulla sulla terra ritornerà mai più come prima, né la terra su cui cammini, né l’acqua su cui ti rifletti. Ale
ATLANTIDE: MITO O REALTA’? Per molti la storia o l’esistenza del continente Atlantide, esistito prima del diluvio universale, è pura fantasia… eppure se ne parla molto e numerose testimonianze ci arrivano da studiosi ed intellettuali. Secondo Corrado Federici “alla base di lontane leggende c’è sempre un nucleo di verità simbolica e spirituale”. Ciò vuol dire che dietro ad ogni nostra forma di pensiero, dietro ogni nostro modo di dire si nasconde qualcosa che è andato perduto. Purtroppo più un evento è cronologicamente lontano e non collocabile in uno spazio temporale ben definito… più viene visto come una leggenda, una fiaba o una favola. Il mito non è fantasia ma un racconto simbolico che contiene una verità. Per la conoscenza esoterica il mito di Atlantide rappresenta il passaggio verso la nostra razza, la razza aria. Esamineremo insieme le testimonianze e i resti archeologici attribuiti a questa civiltà antichissima e poi sarà il lettore a decidere se credere o meno all’esistenza del continente perduto.
La vittoria greca sui Persiani nelle due guerre nel primo ventennio del V secolo a. C. contribuì a creare una nuova sensibilità artistica che sfociò nelle creazioni del cosiddetto periodo classico. La scultura, in particolare, si liberò della rigidità formale arcaica di kouroi e korai per sbocciare nelle forme mosse e variegate che si possono osservare nella plastica a tutto tondo e, nel caso specifico, nei rilievi.
Lares sono gli antenati dei Romani. Lo studio di Antares (durato otto anni) dovrebbe far trasparire l’etimo dei Lares. ‘ANTA RESH’ (1): che cosa significa? Non traspare subito il filo che la colleghi ai Lares, anche se risuona ‘res’ in entrambi i termini.