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Dario MONTI, L’antica strada Como – Novara.

Lo studio della viabilità antica può presentare diverse difficoltà a seconda dell’itinerario scelto. Spesso una strada è ancora in uso, quindi la sua individuazione non lascia dubbi e viene spesso avvalorata dalla presenza di elementi architettonici e storici, dalla toponomastica o altro. Altre volte non restano riscontri storici o particolari segnali oppure la strada pur essendo ancora in parte utilizzata fa parte di una ragnatela di percorsi talmente fitta da rendere quasi impossibile il suo riconoscimento pur avendo la certezza della sua esistenza.


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Autore: Dario Monti

Link: http://www.oocities.org

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Giuliano Confalonieri, Cronache del passato – Rapine archeologiche.

Gli esempi di rapacità sui siti archeologici si susseguono da tempi remoti. Già gli antichi egizi depredavano le tombe arricchite di valori per accompagnare il defunto nell’ultimo viaggio. La prassi negativa si è sempre più consolidata fino ad arrivare agli eccessi odierni che, comunque, bisogna sommare all’incuria delle istituzioni; l’esempio più lampante è Pompei con i suoi preziosissimi reperti quasi abbandonati.


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Autore: Giuliano Confalonieri

Email: Giuliano.confalonieri@alice.it

Allegato: archeo – cronache del passato.pdf

Vincenzo ANDRAOUS, Bullying e Cyberbullying.

Bulli e pupe da qualche tempo sono scomparsi dalle cronache, dalle romanze più o meno virtuali, hanno abbandonato il proscenio della carta stampata, della scatola magica, delle aule scolastiche, come se a non parlarne, a non volerne sentire sulla pelle l’urto ed il fastidio, fosse strada consolidata per il risolvimento del problema e delle tragedie che ne conseguono.
Purtroppo non è così, e non sarà mai il silenzio a fare da scarto per una ritrovata coscienza, per una significativa presa di posizione a favore di uno stile di vita equilibrato, non più fondato sulla prevaricazione intenzionale, sulla sottomissione persistente, sulla violenza più asimetrica, dove il più debole è obbligato a mollare gli ormeggi nella maniera più drammatica, nella condizione-oppressione disperante della paura che diviene vergogna.
Una, due, tre adolescenti hanno deciso di rompere con la vita, gli argini della stupefazione si sono sciolti, ora c’è urgenza di trovare nuove soluzioni, altre vie di fuga al dolore.
Bisogna stare molto attenti  a quello che si dice, ma pure a quello che non si dice, che non è dato sapere perché le responsabilità non sono mai definite o colpevolmente riconducibili a una sorta di chiacchiericcio da bar sport.
Rimangono a destare le coscienze i giovani rimasti a terra, le posture scomposte, il disfacimento dei volti, ai quali è stato rapinato tutto, perfino i sogni, quelli che in vita dovevano fare la differenza.
Ma etichettare quanti rimangono contusi, segnati, costruire nuovi piedistalli di cartone, nuovi imperatori, sottende il rischio di incappare in altre tragedie simili, favorendo fascinazioni ed emulazioni da film dell’orrore.
Quando un/a giovane non ha più capacità di vivere, quella  sofferenza che assale è un angolo senza alcuna luce rossa di emergenza?  Diventa morte che abbatte la vita senza possibilità di ascolto di un lamento, di una preghiera, di una richiesta di aiuto?
Forse è così, perché i silenzi dell’anima tormentata non fanno rumore, relegano all’angolo più buio, dove le parole, i gesti, gli slanci ammutoliscono, con i polsi legati dalla disattenzione e dall’indifferenza, senza consapevolezza di quanto sia difficile essere adulti, rispettosi degli altri, soprattutto dei più giovani, delle difficoltà che nascono da una ingiustizia protratta e interpretata con superficialità, in fin dei conti sono ragazzate che accadono dalla notte dei tempi.
Bullying e Cyberbullying, ieri non c’erano le evoluzioni tecniche di questo presente, non c’erano le messaggistiche istantanee, la rete, non c’erano i modi  veloci quanto uno sparo per rendere invivibile un’esistenza, per rimanere soffocati dal vomito provocato da poche sillabe su un account.
Oggi siamo nello stesso identico tempo del ferro e del fuoco, ma con le  parole lanciate come fossero cluster bomb, aggettivi e sostantivi a grappolo, a scendere e risalire, senza dover chiedere conto o pagare niente a nessuno, menzogne assemblate senza pudore, fino a farle divenire verità imposte, una condanna senza possibilità di appello.
Sembrerà banale fin’anche patetico ma queste assenze inconfessabili al punto da stare attenti a parlarne, hanno un comune denominatore: la maleducazione, l’ineducazione, l’inculturazione dettata dall’età, dai finti eroi, dagli esempi-riferimenti in circolazione che fanno vittime a ogni promessa svenduta e mai mantenuta, con gli occhi rivolti al domani raccontato banalmente come se non fosse nulla di eccezionale.

Autore: Vincenzo Andraous

Email: Vincenzo.andraous@cdg.it

Alfredo Pirondini, Gian Paolo Bocca, Filippo Pirondini, Cecilia Pirondini e Cesarina Villa. I megaliti dello Sparossino (Rialto – Sv).

Gli Autori, in seguito a recenti sopralluoghi sul crinale montuoso che, da Nord a Sud, separa la Val Pora (ad Est) e la Val Maremola (ad Ovest), hanno potuto osservare la presenza di strutture megalitiche che potrebbero rivelarsi di grande interesse archeologico ed archeoastronomico.


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Allegato: I_MEGALITI_del_BRIC_SPAROSSINO.pdf