Il sogno della sagola che saetta nel fondale basso verso la preda di fronte alle rocce, non sa… non sa la sagola amorfa che un miglio al largo, nel buio di una profonda fossa, la sagoma immobile del sottomarino in avaria poggia grigia sul fango nero.
I voluminosi cervelli di Delfino e d’Elefante hanno per supporto una circolazione sanguigna con estese reti mirabili, frapposte tra cuore ed encefalo. Queste reti mirabili annullano quasi del tutto la pressione sistolica cardiaca ed arrecano un afflusso continuo di sangue, con basse pressioni. Dal punto di vista evolutivo, una circolazione arteriosa costante, ma con pressioni molto basse potrebbe aver favorito lo sviluppo di una grande quantità di sostanza bianca, ma non sarebbe stata idonea a far fronte all’esigenze metaboliche di una altrettanto estesa sostanza grigia.
Pur avendo un cervello molto pesante, Delfino ed Elefante hanno una bassa densità neuronale. Nell’Uomo, il flusso sanguigno cerebrale normale è circa 50 mil/100 g/min; la sostanza grigia ha 80 ml/100 g/min e la sostanza bianca 20mil/100g/min.
Lo studio completo si trova nell’allegato, vai >>>
Il teorico dell’Arte Louis Marin (1993) ha avuto interessanti intuizioni sul ruolo attivo delle immagini mentali ed i suoi poteri: Le immagini mentali avrebbero la forza attiva di trasformare il pensiero di chi le produce e di coniugarsi con quello di tanti altri soggetti coscienti.
La mostra organizzata ai Musei dei Fori Imperiali di Roma offre, per la prima volta al pubblico italiano e straniero, la possibilità di entrare in contatto con le più importanti scoperte archeologiche avvenute in Romania nel corso del XX secolo e all’inizio del XXI. Sebbene il loro rinvenimento sia avvenuto in condizioni drammatiche, al di fuori del controllo scientifico, i pezzi dei quali mi occuperò costituiscono un documento di eccezionale valore per la conoscenza della civiltà dacica al momento del suo apogeo, nel I secolo a.C.