L’Auriga venne scoperto a Delfi nel 1896 ed è conservato nel Museo della città. È una statua in bronzo scuro, ottenuta con la tecnica della cera persa, appartenente ad un gruppo bronzeo (Quadriga votiva a Delfi) commissionata dal tiranno di Gela, Polizelo, per celebrare la sua vittoria nella corsa con i carri nelle gare di Delfi del 478 o 474 a.C.
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Del luogo denominato “Vicumvia“, identificato spesso nell’attuale Fidenza, è stato scritto numerose volte e con diverse interpretazioni da vari storici, il tutto riportato sia in pubblicazioni locali che in opere di carattere generale. Lo scopo del presente lavoro non è quello di portare nuovi contributi all’argomento, bensì un tentativo di raccogliere, in un’unica esposizione, i principali brani storici o descrittivi che riguardano il luogo che abbiamo preso in considerazione. Per cercare di rendere più chiaro il lavoro, verrà utilizzato il seguente schema, impostato secondo un criterio cronologico: · breve profilo dell’autore; · descrizione dell’opera nella quale compare il toponimo Vicumvia e restituzione del testo con eventuale traduzione; · eventuali considerazioni.
Da molti anni gli archeologi ne erano alla ricerca, tutto sembrava combaciare alla perfezione, le molteplici tradizioni orali, i bassorilievi, le fonti scritte, l’antica via di pellegrinaggio, ma il nodo alla fine appariva sempre impossibile da districare. Nessuno sembrava in grado di sciogliere tutti gli interrogativi e raggiungere il luogo dell’eterno riposo di uno dei più controversi apostoli di Cristo, di colui che durante l’ultima cena venne rimproverato duramente dalle forti parole del suo maestro «Filippo sono stato con voi per tanto tempo e non mi conosci?». Il momento tanto atteso ora sembra infine essere giunto, la tomba dell’apostolo Filippo è stata ritrovata.
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Così Cicerone, descrive le Latomie: tutti voi avete sentito parlare, e la maggior parte conosce direttamente, le Latomie di Siracusa.
Opera grandiosa, magnifica, dei re e dei tiranni, scavata interamente nella roccia ad opera di molti operai, fino a una straordinaria profondità. Non esiste né si può immaginare nulla di cosi chiuso da ogni parte e sicuro contro ogni tentativo di evasione: se si richiede un luogo pubblico di carcerazione, si ordina di condurre i prigionieri in queste Latomie anche dalle altre città della Sicilia (da: Verrine, II 5, 68).