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Stefania CHIRICO, La valorizzazione del patrimonio archeologico vince di mille secoli il silenzio…. Il caso di Loreto Aprutino.

La valorizzazione, la salvaguardia e la comunicazione del patrimonio archeologico rappresentano oggi, forse più che in passato, i mezzi per trasmettere il senso della continuità e dell’appartenenza dell’uomo ai suoi simili, a coloro che lo hanno preceduto e alle generazioni che si avvicenderanno: in un’epoca in cui predomina il gusto per il nuovo, per il tecnologico, per ciò che fa tendenza, l’uomo moderno sembra aver perso il senso della storia, intesa come processo di formazione, di evoluzione, di miglioramento continuo dell’umanità.



L’intero studio si trova nell’allegato.


 

Autore: Stefania Chirico

Email: stefychirico@tiscali.it

Gennaro TEDESCO. Un modello per apprendere. L’atelier storico interdisciplinare.

Le condizioni ecologiche, formative ed educative di un atelier, in una logica di collaborazione e cooperazione di protagonismo adolescenziale e giovanile, attivamente ribaltano il concetto e la pratica di insegnamento-apprendimento ad imbuto, come direbbe Popper, di tipo aristotelico, essenzialistico, unilineare e deterministico. L’allievo non è un recipiente o un contenitore in cui il pirotecnico e versatile maestro-docente-retore-oratore riversa la splendida e magmatica malvasia del suo insostituibile scibile. La boccuccia d’oro dell’infante, dell’adolescente o del giovane, oggi più di ieri, non assorbirebbe e metabolizzerebbe  il prezioso nettare lambiccato  da un sapientissimo e chiarissimo maestro.


L’intero studio si trova nell’allegato.


 

Autore: Gennaro Tedesco

Email: tedesco@irre.lombardia.it

Allegato: Storia e Didattica.pdf

Gennaro TEDESCO. L’Italia meridionale peninsulare nella storiografia bizantina.

L’Italia meridionale peninsulare viene indagata e rivista alla luce di tutte le fonti storiografiche e cronachistiche bizantine nel loro lungo e complesso dinamismo. Da questo originale e particolare angolo visuale la storia del Bel Paese si presenta sempre più come un’Altra Storia, diversa e alternativa nel contesto europeo.


Recensione
Il testo, che qui si recensisce, nasce e si sviluppa in numerosi anni di ricerca, dalla fine degli Anni Settanta del secolo scorso. A quest’epoca molti testi di bizantinistica, dalle fonti fino alla stessa letteratura su Bisanzio, non erano di facile accesso.  Solo a partire dagli ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria proliferazione di pubblicazioni dedicate a Bisanzio. E se quest’opera, L’Italia meridionale peninsulare nella storiografia bizantina (secc.VI-XIV), può presentare qualche piccolo pregio, esso consiste nel costante e continuo riferimento a tutte le fonti storiografiche e cronachistiche bizantine dal VI al XIV secolo,  che contengono notizie sulle vicende lunghe e complesse dell’Italia meridionale peninsulare nel periodo bizantino. Non è stato tralasciato nemmeno un autore bizantino.
Il quadro dell’Italia meridionale peninsulare, durante il periodo bizantino, che ne scaturisce è quello di un’area strategica fondamentale nel complesso ed estenuante gioco diplomatico, militare e geopolitico dell’Impero Romano d’Oriente. Questa area si configura come lembo estremo dell’Occidente bizantino.
Con alterne vicende, il pendolo del potere bizantino si orienta sempre più verso le rilevanti e importanti regioni microasiatiche d’Oriente, mentre la provincia bizantina d’Italia, ovvero l’estremo Occidente bizantino almeno fino all’XI secolo, continua, malgrado tutto, ad assumere ed a svolgere un ruolo sempre più dinamico nella prospettiva globale e mediterranea dell’Impero romano d’Oriente. Se l’Oriente rimane il caposaldo strategico dell’Impero romano d’Oriente, l’Occidente italo-meridionale, esclusa Venezia che, percorrerà una sua via divergente, rimane l’unico e ultimo baluardo occidentale dell’Impero. Esso,  l’Italia meridionale peninsulare, malgrado tutto ed in ogni caso, diviene la sentinella avanzata, l’osservatorio privilegiato e la piattaforma mobile e strategica di Bisanzio da cui lanciare e sviluppare qualsiasi iniziativa diplomatica e militare nei confronti di intrusi nord-europei o arabo-africani in cerca di conquiste. La posizione centrale nel Mediterraneo della provincia italo-meridionale consente ai Romani d’Oriente di sbarrare il passo a qualsiasi tentativo di aggressione egemonica tendente al monopolio del bacino del Mediterraneo e soprattutto delle sue rotte marittime.
Durante il Medioevo e per lo meno fino all’XI secolo, malgrado intrusioni longobarde, franche, arabe e normanne, la grecità del Sud non solo conservò la sua lingua, il greco, il suo rito religioso, quello greco-ortodosso, le sue tradizioni e istituzioni romano-orientali, ma sperimentò ed aggiornò le sue strutture economiche ed amministrative all’ombra possente del Basileus costantinopolitano.
Le prerogative della piccola e media proprietà contadina di origine greco-romana ebbero un ritorno di fiamma e furono adeguatamente preservate da un potere attento e consapevole dell’intima interconnessione tra salvaguardia della cellula sociale ed economica di base costituita dalla libera proprietà contadina, coesione sociale, consenso politico e stabilità, conservazione ed espansione territoriale marittima di confini e sfere d’influenza “magno-greche” e mediterranee.
Più volte gli strateghi bizantini, lasciati spesso a gestire in modo autonomo, in assenza di risorse adeguate, politiche volte a contrastare piani, alleanze e coalizioni dei nemici nei temi   peninsulari ed insulari dell’Italia bizantina, trascinati da inevitabili ed ineluttabili eredità  storiche e da congenite e oggettive tendenze geo-strategiche, si

Stefania CHIRICO. Strategie di comunicazione per i musei archeologici.I casi del Museo Archeologico Atestino e del Museo Lavinium di Pomezia.

L’archeologia è la disciplina il cui scopo è quello di svelare e raccontare situazioni, episodi, storie di uomini e di società passate, che hanno vissuto in un determinato territorio e che hanno lasciato importanti testimonianze recuperate in anni e anni di campagne di scavo.


Vedi l’intera presentazione nell’allegato.



 

Autore: Stefania Chirico

Email: stefania.chirico@mail.polimi.it

Allegato: Comunicazione per i musei.pdf