M. Buora, S. Magnani, L’area del Mottaron, all’estremità occidentale delle mura bizantine di Aquileia

L’area del così detto Mottaron(e), o Montiron, si trova al margine della cinta urbica altomedievale e medievale di Aquileia. Essa è nettamente divisa dalla medievale Roggia del Mulino, che distingue una parte bassa e pianeggiante a nord da una elevata fino alla quota di m 4,6 come indicato dalla Carta Tecnica Regionale (CTR). Attualmente la quota più alta della cresta delle mura bizantine1 raggiunge l’altezza di m 3,74 s.l.m., mentre il punto più basso, a ovest di esse, è a m 1,69. Il fondo della roggia medievale si trova alla quota di m 1,91 ovvero circa 2,7 più in basso rispetto all’altezza massima attuale.

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in “Sonderdruck”, Klagenfurt 2017

Franco dell’Aquila, Le abitazioni in grotta del califfo di Matmata.

Conosciamo le abitazioni scavate nella roccia della Tunisia del Sud ad opera di vari ricercatori e viste sotto varie angolazioni di ricerca. Abitazioni realizzate dalla popolazione berbera dediti all’agricoltura e alla pastorizia.
Meno noto è l’articolata descrizione della residenza del califfo di Matmata fatta dall’etnografo danese Bruun alla fine del XIX secolo che qui si presenta.

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Autore: Franco dell’Aquila – franco.dellaquila@inwind.it

Giuseppe C. BUDETTA. La dimensione bidimensionale.

La dimensione bidimensionale dello Spazio – Tempo è una realtà a sé stante, a volte indipendente da quella tridimensionale del mondo circostante. Tra le due, può esserci corrispondenza biunivoca.

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Autore:
Giuseppe C. Budetta, Via 25 Luglio, numero 24, CAP 53048 – Sinalunga – (Siena).
Mail: giuseppe.budetta@gmail.com
Tel. 3405969441 – 05771510323

Stefano PRUNERI. Grosio (So). Tracciato della serra viscontea.

Il presente articolo, che si configura quale aggiornamento di quello da me precedentemente pubblicato in relazione alla ricostruzione del tracciato della Serra viscontea di Grosio, è stato motivato dall’acquisizione di nuovi documenti, riferibili ai rinvenimenti occasionali avvenuti agli inizi degli anni ’80 del secolo scorso rispettivamente nei pressi dell’ex centrale ‘Roasco’ dell’A2A e lungo la vicina via Tirano. A causa del carattere occasionale di tali rinvenimenti, effettuati in assenza di personale specializzato, la documentazione appare peraltro in parte lacunosa e di non immediata comprensione.

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