Vincenzo STASOLLA. Un insolito affresco della Madonna di Loreto nella Chiesa Matrice di Ginosa (Ta). Culto e divinità dei pastori in transumanza.

A seguito di recenti lavori di restauro (2003-04) che hanno previsto anche la rimozione dei recenti dipinti della prima metà del ‘900, nella Chiesa Matrice di Ginosa sono ritornati alla luce, ormai da tempo, una serie di affreschi di XVI-XVII secolo.
All’interno, sulla destra del portale principale dell’edificio vi è la raffigurazione di una bella donna seduta, dall’espressione serena e dalle sembianze meridionali, in abito non propriamente aristocratico, ma con un richiamo all’ambiente domestico: un modesto copricapo bianco, una mantellina bianca che copre la spalla destra, un vestito color porpora e un mantello blu rigonfio, sorretto dalla mano sinistra di un bambino nudo che porta in braccio; è seduta su un trono, del quale si scorge lo schienale molto sommario e in verde scuro.
Una rappresentazione che in un ambiente sacro come una Chiesa richiamerebbe incondizionatamente quell’idea diffusa che si ha della Madonna, priva però, com’è in questo caso, di ogni attributo che lo lasci pensare. Ma di chi si tratta realmente? Lo scopriamo con questo articolo in allegato.

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Autore: Vincenzo Stasolla – vinc.stasy@gmail.com

Raffaella DI VINCENZO, Il peso dell’anima. Racconto di una cerimonia dell’Antico Egitto.

Nel 1901 lo scienziato americano Duncan Mc Dougal, convinto che l’anima umana fosse materiale, decise di pesare i corpi di alcune persone, ormai prossime alla morte, con una particolare bilancia a once da lui stesso costruita. I risultati di questo esperimento furono pubblicati nel Journal of American Society for Psychical Research e vennero, com’è ovvio, ampiamente contestati da tutta la comunità scientifica del tempo.

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Autore: Raffaella Di Vincenzo – raffaelladivincenzo@yahoo.it

Stefano PRUNERI. Il castello dei Vicedomini a Cosio (So). Ipotesi ricostruttiva.

Il castello di Cosio sorgeva sulla sommità di un dosso localizzato a una quota di 360 m circa a monte e a meridione del centro abitato, in corrispondenza del versante orobico valtellinese; della scomparsa fortificazione oggi rimane, almeno apparentemente, solo il toponimo di località Castello, riferibile ad un nucleo di edifici rustici, in buona parte abbandonati, che sorgono in corrispondenza di una sella posta tra il fianco meridionale dell’altura e il vicino versante montuoso.

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Autore: Stefano Pruneri – stefanopruneri@alice.it

Lorena CANNIZZARO, Il potere femminile nell’Alto Medioevo: le figlie dei re.

Figure sfuggenti, di frequente poco ricordate dalle fonti scritte, le figlie dei sovrani altomedievali hanno attirato negli ultimi anni l’attenzione degli studi di genere. L’analisi combinata di fonti storiche, iconografiche, epigrafiche e archeologiche, infatti, ha permesso di delineare una nuova immagine di queste principesse regie.

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Intervento dell’autrice in occasione di “Archeologia in Rosa” del 6 marzo 2015, presso la Società Friulana di Archeologia.

Autore: Lorena Cannizzaro – 7.lorena.cannizzaro@gmail.com

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