Michele Santulli. Ninfee, rododendri e ciliegi giapponesi.

E’ vero che Claude Monet (1840-1926) il grande artista, creatore dell’Impressionismo, ha dedicato molta parte della sua esistenza di pittore alla illustrazione delle ninfee, a tutte le ore del giorno e a tutte le stagioni; innumerevoli le sue opere con questi splendidi fiori e le loro foglie in primo piano, nessuna uguale all’altra, ognuna una immagine differente della natura. Negli ultimi anni della sua lunga esistenza, nel pieno della maturità e della consapevolezza, divennero addirittura il solo soggetto, quello sul quale intendeva fondare il proprio nome e anche il proprio contributo ed apporto alla gratificazione e godimento della umanità, in futuro.
Allorché ci si trova a Parigi non si manchi di visitare in particolare il Museo Marmottan (che ora si chiama Museo Marmottan-Monet) e il Museo dell’Orangerie: nelle due sale al piano interrato si assisterà ad uno spettacolo unico e impareggiabile: lungo le pareti una sequenza di immense tele di circa cinque metri di lunghezza ciascuna che illustrano unicamente le ninfee come viste e contemplate nel laghetto del suo giardino. Per poter realizzare queste immense tele l’artista si fece costruire un laboratorio apposito che poteva contenerle e lui lavorarci, a Giverny, sua abitazione a circa 70 Km da Parigi. E’ inaudita la varietà e la delicatezza e la ricchezza cromatica di questi fiori che brillano e galleggiano sull’acqua quali gemme colorate: anche il più agnostico riconoscerà che il Creatore è stato veramente generoso a offrire all’uomo un tale spettacolo di bellezza e di purezza e questo artista così abile a ricrearle.
A Casamari, se si ha la possibilità di accedere a qualche recesso un pò riservato, ci si parerà di fronte una grossa vasca di oltre tre metri di diametro dove frammiste alle foglie vellutate, affiorano sull’acqua diecine e diecine di ninfee: uno spettacolo impagabile, dubito che in tutta la Ciociaria esista l’eguale.
La natura in tutte le sue emanazioni, fino al girino nello stagno o al verzellino sul ramo, è sempre fonte di godimento e di gratitudine per chi è dotato di sentimenti. Ma che io sappia in tutta la Ciociaria ci sono solamente tre località dove si ha la possibilità di trasfondere nel proprio animo un rinnovato senso della bellezza e della purezza autentiche e allo stesso tempo un senso di gratitudine verso la Divinità che lo consente. Ho detto delle gemme che galleggiano sull’acqua della vasca di Casamari che sicuramente i buoni monaci troveranno tempo e modi di consentirne la visita a chi ne fa richiesta.
A marzo all’incirca, si vada a Sermoneta, all’Oasi di Ninfa, gioiello unico naturalistico, perché è il momento della fioritura dei ciliegi, una occasione eccezionale che si può vivere solo in Cina o in Giappone in certi posti: invero le due Nobildonne Caetani, madre e figlia, di antica stirpe romana che conta anche papa Bonifacio VIII, durante la loro esistenza si adoperarono appassionatamente per ridare nuova vita a Ninfa per secoli abbandonata e piantare nell’arco degli anni una estesa varietà di alberi e di fiori e i ciliegi orientali, selezionati con la più grande cura e competenza, costituiscono una delle maggiori realizzazioni sia per quantità e sia per qualità; il fiore curato e con altrettanta cura e attenzione, sono le rose le quali, all’epoca della fioritura, verso maggio, sono un secondo motivo di godimento e di appagamento arduo a trovarne di simile.
Un terzo luogo anche di vero godimento fuori del comune, si trova in una elegante struttura ricettiva estremamente curata e predisposta sul Lago di Posta Fibreno, dove sono visibili all’attenzione del visitatore almeno tre grossi cespi di rododendri che all’epoca della fioritura, verso aprile, costituiscono anche essi uno spettacolo, senza esagerazione, ineguagliabile: fiori variopinti, generosi, maestosi. Pianta non di facile coltivazione per quanto riferito alla specie di terreno, alla irrigazione e soprattutto con riferimento alla collocazione adeguata, condizioni che sono state tutte egregiamente assolte in tale struttura sul Lago di Posta Fibreno che, sono certo, a nessuno rifiuterà una visita.
I paesi più a settentrione sono di norma il luogo ideale di queste piante nei quali la temperatura e il grado di umidità dell’aria sono più favorevoli: se si ha la ventura, per esempio, di visitare il Museo Van Gogh a Otterlo in Olanda che si trova dentro un immenso parco, lo spettacolo di una vera e propria piantagione di rododendri in fiore è una sensazione ed esperienza indimenticabili, suscettibile di far passare in secondo piano perfino le opere appena ammirate del grande artista!

Autore: Michele Santulli – michele@santulli.eu