Archivi categoria: Studi e Ricerche

Francesca BIANCHI. Luigi Lehnus: Wilamowitz e il monte delle Muse

Per FtNews ho intervistato Luigi Lehnus, già professore ordinario di Filologia classica all’Università di Milano (1989-2015). Recentemente lo studioso ha curato, per la casa editrice Ledizioni di Milano, una edizione italiana de Il monte delle Muse (1924) di Wilamowitz, che costituisce una penetrante interpretazione di Esiodo come profeta “europeo”: profeta di una religione della giustizia che a suo giudizio ha valore ancora ai nostri tempi ed è una creazione tipicamente ellenica.

Leggi tutto nell’allegato: Intervista prof. L. Lehnus – Il monte delle Muse

Autore: Francesca Bianchi – francesca-bianchi2011@hotmail.com

Francesca BIANCHI. Alla scoperta dell’Area Marina Protetta di Tavolara (SS) con Augusto Navone.

Lo scorso 7 agosto, nel corso della bellissima giornata trascorsa a Tavolara, ho avuto il piacere di intervistare il dott. Augusto Navone, Direttore del Consorzio di Gestione dell’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo.
Il dott. Navone ha ripercorso la storia dell’Area Marina Protetta (AMP), la cui gestione è affidata a un Consorzio costituito fra i Comuni di Olbia, Loiri Porto San Paolo e San Teodoro. L’AMP interessa la costa della Sardegna nord-orientale, da Capo Ceraso fino a Cala Finocchio, e comprende le isole di Tavolara, Molara e Molarotto.

Leggi tutto nell’allegato: Intervista Direttore Augusto Navone

Autore: Francesca Bianchi

Cinzia LOI. ARDAULI (Or). Necropoli ipogeica ISCALA MUGHERAS.

Il complesso ipogeico di Iscala Mugheras si trova a circa 2 chilometri dall’abitato di Ardauli, sulla SP30 che conduce a Neoneli. Comprende attualmente sei tombe, aperte lungo le pendici di un colle trachitico. Recenti indagini hanno consentito di individuare i resti di un altro ipogeo.

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Autore: Cinzia Loi – loicinzia71@gmail.com

Cinzia LOI, Le antiche vasche da vino di Ula Tirso (OR).

I palmenti rupestri costituiscono una parte fondamentale della filiera produttiva e un documento di estre-mo interesse da un punto di vista storico-archeologico: oltre a rappresentare un indicatore cronologico e microeconomico, essi testimoniano il processo di adattamento della tecnologia ai contesti produttivi da parte delle comunità antiche. Gli esemplari giunti fino a noi pongono tuttavia notevoli difficoltà di inter-pretazione tipologica e di datazione e in molti casi sussistono forti dubbi sulla definizione della cultura di appartenenza. Circa il loro uso, non c’è dubbio che la funzione primaria fosse la spremitura delle uve nel processo di vinificazione.

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Autore: loicinzia71@gmail.com