Archivi categoria: Studi e Ricerche

Giuseppe C. BUDETTA. Universo olografico e libero arbitrio.

Numerosi scienziati raccolgono prove secondo cui l’universo sarebbe un grande e complesso ologramma, emanazione di un campo piatto bidimensionale.
Ci sarebbe uno schermo, una superficie ideale che contiene la scena dell’intero universo e su cui tutta l’informazione dello stesso universo sarebbe in qualche modo registrata, appunto come in un ologramma. Perfino la gravità sarebbe parte dell’illusione, una forza assente dal mondo bidimensionale, Maldacena J. (gennaio, 2016).
L’idea è simile a quella degli ologrammi ordinari, in cui l’immagine tridimensionale è codificata in una superficie bidimensionale, come l’ologramma sulla carta di credito. Tutte le informazioni che formano la realtà a tre dimensioni – più il Tempo – sarebbero contenute in una realtà con una dimensione in meno. Non ce ne accorgiamo perché la percezione del mondo è indiretta e avviene attraverso una moltitudine di computazioni inconsce. Una conseguenza potrebbe essere l’inesistenza del libero arbitrio, come Libet evidenziò nei primi anni ‘90 del Novecento?
Benjamin Libet rilevò che l’intervallo di tempo intercorrente tra l’esecuzione d’un atto ed il rendersi conto di farlo era di 0,5 secondi. Il potenziale di prontezza motoria comincia circa 1 secondo prima dell’avvio del movimento del dito della propria mano, ma il soggetto è consapevole dell’intenzione di agire solo 200 ms circa prima del movimento, quindi molto dopo (circa 800 ms) l’inizio della relativa attività cerebrale.
L’esperimento di Libet fu interpretato come una prova empirica contro il libero arbitrio. I risultati sembrano mostrare che il cervello si prepari all’azione prima che si abbia la consapevolezza di compiere il movimento.

Autore: Giuseppe C. Budetta –  giuseppe.budetta@gmail.com

Giuseppe Greco. Un po’ di luce su Nerulum.

Il problema della localizzazione geografica dell’oppidum lucano di Nerulum ha da sempre animato il dibattito storiografico e archeologico. L’importanza strategica del sito, teatro di eventi degni di attestazione nelle fonti antiche, la sua ricorrenza in tutti i principali itinerari lungo la 1 2 via Ab Regio ad Capuam3, e d’altro canto l’assenza di vestigia giunte fino a noi sicuramente attribuibili all’insediamento, hanno rappresentato per gli studiosi una sfida a cui pochi, tra quelli che hanno indagato la storia lucana, si sono sottratti.

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Autore: Giuseppe Greco – greco_giu@me.com

Lorenzo MORONE. Tra Saepinum a Telesia. Nel triangolo dei misteri c’è …

Il territorio è rappresentato dal suo paesaggio, ha una sua identità che si manifesta attraverso dei segni che sono il risultato delle interrelazioni tra la sua natura fisica e la sua storia umana. Individuarli, decifrarli e raccontarli significa scoprire la storia. La nostra storia. Proprio come quella che arriva dai messaggi misteriosi provenienti da Pietraroia a Cerreto, da Caia Borsa ai Mastramici. Quella narrata da blocchi monolitici a forma di piramide, da colline di pietra dalla cima fortificata e protette da muri a secco, dalle strane forme fitomorfe disegnate sul territorio.
In tutti questi luoghi il mistero non è dato dalle particolari forme, che spesso anche la natura si diverte a tracciare, ma dall’intervento umano che ad esse è associato e che è facilmente individuabile. Luoghi che stupiscono, affascinano, intrigano ed elevano spiritualmente.

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Autore: Lorenzo Morone – morone.morone@libero.it

Carmine VENEZIA, Archivistica, Biblioteconomia e Archeologia: i rapporti tra le discipline della memoria.

Nel sistema accademico italiano l’archivistica e la biblioteconomia, discipline della memoria per eccellenza, condividono lo stesso settore scientifico-disciplinare (M-STO/08 – Archivistica, bibliografia e biblioteconomia), confluendo altresì nel medesimo settore concorsuale (11/A4 – Scienze del libro e del documento e scienze storico religiose), a sua volta parte dell’area disciplinare 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche, psicologiche. Da alcuni anni, come noto, è attiva la laurea magistrale in “Archivistica e biblioteconomia” (LM-5), che rappresenta la fisiologica prosecuzione del curriculum archivistico-librario della laurea in “Beni culturali” (L-01).
L’archeologia invece, pur costituendo anch’essa un percorso curriculare all’interno della L-01, è classificata in un’area disciplinare diversa rispetto alle materie archivistiche e librarie, quella delle “Scienze dell’antichità, filologico letterarie e storico-artistiche” (10), rappresentando non solo un settore concorsuale autonomo (10/A1 – Archeologia) , ma anche un indipendente macrosettore (10/A – Scienze archeologiche).

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Autore: Carmine Venezia – carmine.venezia@beniculturali.it