Archivi categoria: Studi e Ricerche

Marco Morucci. Santa Cristina e l’Omphalos.

La Santa di Bolsena, nella sua storia emergono più volte simboli pagani da interpretare, dei di un tempo che accostano la religione cristiana alle credenze pagane di un passato remoto.
Un primo indizio l’ho trovato nella relazione “Ipogeo cristiano a Bolsena” dove Enrico Stevenson parla di una grotta stimata ai tempi di essere stata usata come tempio di Apollo, ma secondo le sue osservazioni non poteva avere niente a che fare con un sito pagano perché secondo lui quella era solamente una vera chiesa…

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Autore: Marco Morucci – marcomorucci60@gmail.com

Stefano Pruneri e Marco Tremari. Il castello di Tremonte, a Santa Maria Hoe’ (Lc). Rilievo aerofotogrammetrico e prospezioni sul campo.

Sul dosso terrazzato che si eleva a settentrione del centro abitato di Tremonte – frazione dell‟attuale comune di Santa Maria Hoè, in provincia di Lecco – sono ancora oggi visibili i resti di un edificio isolato, riferibile a una torre che faceva verosimilmente parte di una più ampia fortificazione appartenente alla famiglia nobile dei De Capitani “de Hoe”, feudatari del luogo…

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Autori: Stefano Pruneri – stefanopruneri170@gmail.com e Marco Tremari – marco.tremari@gmail.com

Francesca BIANCHI. Marco Peresani: Come eravamo, viaggio nell’Italia paleolitica.

FtNews ha intervistato il prof. Marco Peresani, autore del libro Come eravamo. Viaggio nell’Italia paleolitica (il Mulino editore, 2018; nuova edizione 2020, aggiornata agli ultimi ritrovamenti e arricchita da un glossario).
Lo studioso insegna Culture del Paleolitico all’Università di Ferrara e all’Università di Verona e coordina ricerche sul popolamento umano della Penisola italiana e delle Alpi nel Paleolitico…

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Autore: Francesca Bianchi – francesca-bianchi2011@hotmail.com

Cinzia Loi. Antiche aperture nel centro storico di Ardauli: primi dati del censimento.

Il territorio di Ardauli (OR), piccolo borgo della regione storica del Barigadu (Sardegna centrale), è caratterizzato da un paesaggio di dolci colline in cui prosperano l’olivo e la vite, lavorati ancora con i metodi tradizionali.
Nel Medioevo faceva parte della regione storica del Barigadu, una delle 13 Curatorie in cui era diviso il Giudicato di Arborea.
A fronte delle numerose testimonianze archeologiche inquadrabili tra il Neolitico recente e l’età tardoantica, quelle riferibili alle epoche medievale e moderna risultano piuttosto esigue.
Tuttavia, dall’analisi del tessuto urbano stanno emergendo numerose attestazioni ascrivibili a queste epoche.

In esso si conservano infatti numerose case d’epoca costruite in trachite con copertura di travi e incannucciato. Alcune di esse risultano ornate da pregevoli portali e finestre in stile gotico-aragonese, incastonati fra la muratura o nascosti sotto strati di vecchio intonaco, opera certamente di maestranze locali che assimilarono tale arte nei cantieri religiosi del posto. Ciascun elemento architettonico-decorativo è stato oggetto di schedatura corredata da una ricca documentazione fotografica, talvolta unica testimonianza degli edifici oggi scomparsi. Scopo del censimento è quello di portare l’attenzione verso un aspetto della storia di Ardauli troppo a lungo trascurato, sconosciuto ai più e per questo a rischio di scomparsa o di irreparabile degrado.
Il lavoro di ricerca ha portato all’individuazione di ben 51 aperture attribuibili ad un lungo periodo di tempo che va dal XVI al XVIII sec.
I portali, unico elemento decorativo della facciata di queste modeste abitazioni, si distinguono sia nelle dimensioni sia nelle forme. Negli architravi più elaborati è possibile ammirare clipei con figurazioni araldiche, emblemi religiosi, temi animali, vegetali e geometrici. Assai frequente è la presenza, nello specchio inferiore dell’arco inflesso, di una piccola rosetta; negli esempi più tardi l’arco inflesso viene sostituito da semplici incisioni nella parte mediana. Altri ancora mostrano nella campitura orizzontale, sotto fregi a dentelli che sorreggono mensole modanate aggettanti, le iniziali del costruttore dell’edificio e la data di erezione dello stesso.
Gli stipiti sono realizzati con blocchi non monolitici, caratterizzati da modanature concavo-convesse. Le finestre, prive talvolta dei caratteristici davanzali costituiti da una serie di piani rientranti e sporgenti, presentano di solito gli stipiti costituiti da esili colonnine e capitelli cilindrici intarsiati con motivi floreali. La struttura si conclude superiormente con un architrave provvisto di una o più modanature che si raccordano con la pietra superiore dei capitelli; alcune conservano ancora lo sportellino scorrevole in legno sormontato da arco inflesso. Sono degni di menzione alcuni architravi che mostrano iscrizioni dalla esplicita finalità apotropaica. Portali e finestre possono risultare incorniciati da una semplice fascia in pietra liscia, intonacata di bianco.
Il presente lavoro vuole essere un primo contributo alla conoscenza dell’epoca in questione, soprattutto riguardo la reinterpretazione degli stilemi catalani e la commistione con quelli legati al Rinascimento italiano nell’interno dell’isola.

Sarebbe interessante capire se la stessa ricchezza di testimonianze individuate ad Ardauli caratterizza, oltre a Fordongianus, anche altri centri del Barigadu.

Autore: Cinzia Loi – Paleoworking Sardegna – loicinzia71@gmail.com

Didascalie immagini: Ardauli, centro storico. Veduta di un antichi portali con architrave ad arco inflesso .