Archivi categoria: Studi e Ricerche

Michele Zazzi. I graffioni etruschi.

Con il termine graffione ci si riferisce ad un’asta di bronzo terminante in più uncini (con un diametro anche superiore a 40 cm).
Alcuni presentano punte arrotondate attorno ad un anello centrale (graffioni a corona circolare); altri sono costituiti da ganci perpendicolari rispetto ad una barra trasversale (graffioni a barra trasversale). Tali oggetti sono caratterizzati da immanicatura cava che doveva servire per l’inserimento di un asta lignea anche al fine di infiggere il graffione nel terreno.
In passato si era ipotizzato trattarsi di ganci/forchettoni per cuocere/prendere la carne sul fuoco per uso cultuale.
Secondo l’interpretazione attualmente prevalente dovevano essere strumenti per l’illuminazione artificiale, ottenuta tramite una corda che, attorcigliata agli uncini, veniva imbevuta di materiale combustibile. Tale lettura sembrerebbe confermata dalle fonti (Servio; Elio Donato), ma anche da uno specchio etrusco da Civita Castellana (al Metropolitan Museum di New York), della seconda metà del IV secolo a.C., dove, accanto agli sposi Admeto e Alcesti, è raffigurato un personaggio con un graffione in mano con corda attorcigliata nell’atto di prendere fuoco.
Tali strumenti, databili tra il V ed IV secolo a.C., sono stati sovente rinvenuti nel corredo di tombe etrusche. Nelle necropoli di Spina alcuni graffioni sono stati rinvenuti ai lati del defunto, vicino alle mani o sopra la testa.

Immagini: Graffioni esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze nel Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria di Perugia e nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma e disegno dello specchio da Civita Castellana.

Sui graffioni cfr., tra l’altro:
Tesori dalle Terre d’Etruria La Collezione dei Conti Passerini, Patrizi di Firenze e Cortona, Sillabe, 2020, pagg. 231 -233

Autore: Michele Zazzi – michele.zazzi@alice.it

Fausto Del Pin. La genesi della linguistica.

Cosa sappiamo realmente dell’evoluzione delle lingue? Come ci aiuta l’etimologia? Le lingue derivano tutte da una unica?
Nel video allegato un lavoro articolato di risposta a questi quesiti.
I riferimenti bibliografici si trovano nella pubblicazione a nome LA PASSWORD DELLE PAROLE disponibile su:
https://www.amazon.it/PASSWORD-DELLE-…

Vedi l’intero video:
La genesi della linguistica: https://youtu.be/7VnZfpqr72U

Autore: Fausto Del Pin – faustodelpin@3eitalia.com

Mario Zaniboni. L’uovo di Lake Winnipesaukee.

E’ capitato nel 1872 ad alcuni lavoratori edili che, scavando una buca per piantare un palo di una recinzione nelle vicinanze del lago Winnipesaukee nel New Hampshire della statunitense America del Nord, fra le palate di sterile escavate si imbatterono in un blocco di argilla, che li lasciò sorpresi e incuriositi, giacché non era mai loro capitato di trovare, nei lavori di sbancamento e sterro, qualcosa che forse diverso dal terreno, dalla roccia, dai detriti di discarica; la consegnarono al loro datore di lavoro Seneca A. Ladd, un uomo d’affari locale che più tardi, lo ruppe ed ebbe la sorpresa di trovarvi all’interno una pietra a forma di uovo, senza fratture e perfettamente conservata, come se fosse appena uscita da un laboratorio, anche se, guardandola bene, desse l’impressione di non essere nuova di zecca, perché nella parte inferiore, vi erano dei graffi; e ciò che lo lasciò a bocca aperta fu il vedere che su tutta la sua superficie erano incise diverse figure.

Leggi tutto nell’allegato: L UOVO DI LAKE WINNIPESAUKEE

Autore: Mario Zaniboni – zamar.22blu@libero.it

Carlo Forin. Critica del positivismo.

Vi è certo una tendenza unificatrice fra le scienze. Tale tendenza agisce soprattutto in due direzioni: quella della riduzione alla fisica, per quanto riguarda il sottocodice rappresentativo, quella di tendenza alla quantificazione matematica, per quanto è sottocodice operativo. La prima tendenza ha trovato la sua massima espressione nell’International Encyclopedia of Unified Science (106), di cui furono massimi animatori il von Neurath ed il Carnap, e che tende ad unificare le scienze attraverso un linguaggio fisicalista.
La seconda tendenza è talmente diffusa che vediamo persone che rifiutano il linguaggio fisicalista accettare i paradigmi matematici come gli unici fondamentali; così il von Bertanlaffy (159), mentre introduce un principio organizzativo a fondamento del livello biologico, sì da renderlo irriducibile ai principi fisico-chimici, parla della scienza come di una “gerarchia di statistiche”-.
È la tendenza unificatrice una tendenza profonda, ovvero è solo un fenomeno imperialista della Scienza, che ha ottenuto le più notevoli applicazioni pragmatiche, cioè della Fisica? Non spetta al sociologo tentare una risposta, egli deve prendere solo atto della molteplicità delle scienze empiriche, che tendono allo stesso tempo in due opposte direzioni: da un lato ad unificarsi per necessità di un’economia intellettuale, dall’altra ad accrescersi per coprire sempre di più la complessità del mondo fenomenico.
Per poter rispondere sarebbe necessario conoscere se fra le scienze esista una gerarchia alla Comte (che però lascia fuori le scienze formali) ovvero una circolarità alla Piaget, (119), e sarebbe necessario sapere se la frattura fra paradigmi matematici e logici è o meno superabile. Fare previsioni in tale campo non è dei sociologi, bensì dei filosofi, primi fra tutti gli epistemologi ed i logici.

Comunicazione e società, Franco Angeli Editore, luglio 1961, pag. 210
Giorgio Braga ha scritto la nota introduttiva nel giugno 1961
Vi dice: “Il metodo seguito è stato scientifico e non filosofico. Educatamente nel 1968 commentai a margine: scientifico-filosofico.
Nel 2022, 54 anni dopo, puntualizzo nome ed epoca del primo responsabile di questa idiozia: Auguste Comte, nome completo Isidore Marie Auguste François Xavier Comte, è stato un filosofo francese, considerato il fondatore del Positivismo. Discepolo di Henri de Saint-Simon, che fu il primo a usare il termine, è generalmente considerato l’iniziatore di questa corrente filosofica. Wikipedia
Nascita: 19 gennaio 1798, Montpellier, Francia – Morte: 5 settembre 1857, Parigi, Francia
Luogo di sepoltura: Cimitero del Père-Lachaise, Parigi, Francia
165 anni dopo la morte di questo disastro siamo 8 miliardi di umani, col 90% idiotizzati da lui.

Autore: Carlo Forin – carloforin@hotmail.com