Archivi categoria: Studi e Ricerche

Mario Zaniboni. L’uovo di Lake Winnipesaukee.

E’ capitato nel 1872 ad alcuni lavoratori edili che, scavando una buca per piantare un palo di una recinzione nelle vicinanze del lago Winnipesaukee nel New Hampshire della statunitense America del Nord, fra le palate di sterile escavate si imbatterono in un blocco di argilla, che li lasciò sorpresi e incuriositi, giacché non era mai loro capitato di trovare, nei lavori di sbancamento e sterro, qualcosa che forse diverso dal terreno, dalla roccia, dai detriti di discarica; la consegnarono al loro datore di lavoro Seneca A. Ladd, un uomo d’affari locale che più tardi, lo ruppe ed ebbe la sorpresa di trovarvi all’interno una pietra a forma di uovo, senza fratture e perfettamente conservata, come se fosse appena uscita da un laboratorio, anche se, guardandola bene, desse l’impressione di non essere nuova di zecca, perché nella parte inferiore, vi erano dei graffi; e ciò che lo lasciò a bocca aperta fu il vedere che su tutta la sua superficie erano incise diverse figure.

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Autore: Mario Zaniboni – zamar.22blu@libero.it

Carlo Forin. Critica del positivismo.

Vi è certo una tendenza unificatrice fra le scienze. Tale tendenza agisce soprattutto in due direzioni: quella della riduzione alla fisica, per quanto riguarda il sottocodice rappresentativo, quella di tendenza alla quantificazione matematica, per quanto è sottocodice operativo. La prima tendenza ha trovato la sua massima espressione nell’International Encyclopedia of Unified Science (106), di cui furono massimi animatori il von Neurath ed il Carnap, e che tende ad unificare le scienze attraverso un linguaggio fisicalista.
La seconda tendenza è talmente diffusa che vediamo persone che rifiutano il linguaggio fisicalista accettare i paradigmi matematici come gli unici fondamentali; così il von Bertanlaffy (159), mentre introduce un principio organizzativo a fondamento del livello biologico, sì da renderlo irriducibile ai principi fisico-chimici, parla della scienza come di una “gerarchia di statistiche”-.
È la tendenza unificatrice una tendenza profonda, ovvero è solo un fenomeno imperialista della Scienza, che ha ottenuto le più notevoli applicazioni pragmatiche, cioè della Fisica? Non spetta al sociologo tentare una risposta, egli deve prendere solo atto della molteplicità delle scienze empiriche, che tendono allo stesso tempo in due opposte direzioni: da un lato ad unificarsi per necessità di un’economia intellettuale, dall’altra ad accrescersi per coprire sempre di più la complessità del mondo fenomenico.
Per poter rispondere sarebbe necessario conoscere se fra le scienze esista una gerarchia alla Comte (che però lascia fuori le scienze formali) ovvero una circolarità alla Piaget, (119), e sarebbe necessario sapere se la frattura fra paradigmi matematici e logici è o meno superabile. Fare previsioni in tale campo non è dei sociologi, bensì dei filosofi, primi fra tutti gli epistemologi ed i logici.

Comunicazione e società, Franco Angeli Editore, luglio 1961, pag. 210
Giorgio Braga ha scritto la nota introduttiva nel giugno 1961
Vi dice: “Il metodo seguito è stato scientifico e non filosofico. Educatamente nel 1968 commentai a margine: scientifico-filosofico.
Nel 2022, 54 anni dopo, puntualizzo nome ed epoca del primo responsabile di questa idiozia: Auguste Comte, nome completo Isidore Marie Auguste François Xavier Comte, è stato un filosofo francese, considerato il fondatore del Positivismo. Discepolo di Henri de Saint-Simon, che fu il primo a usare il termine, è generalmente considerato l’iniziatore di questa corrente filosofica. Wikipedia
Nascita: 19 gennaio 1798, Montpellier, Francia – Morte: 5 settembre 1857, Parigi, Francia
Luogo di sepoltura: Cimitero del Père-Lachaise, Parigi, Francia
165 anni dopo la morte di questo disastro siamo 8 miliardi di umani, col 90% idiotizzati da lui.

Autore: Carlo Forin – carloforin@hotmail.com

Angela Crosta. Le terapie degli Antoniani.

Uno studio sulle diverse terapie che l’Ordine Antoniano utilizzò per curare l’ignis sacer  o “fuoco di sant’Antonio”, con particolare riferimento alle erbe che Grünewald dipinse nel 1512 sul polittico di Isenheim e all’interessante “ricetta” del balsamo trovata nel 1992 in un “libro dei conti del 1726” della precettoria di Isenheim…

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Autore: Angela Crosta – ang.cr@alice.it

 

Giuseppe Budetta. La nave della morte.

Il bambino nel grembo materno sogna dal terzo mese di gravidanza, quando il cervello è in formazione.
Da dove arrivano le immagini bidimensionali che producono i sogni fetali? Cosa si sogna quando si è un feto al terzo mese di gestazione?
Secondo studi recenti (J.A. Hobson, 2011 e 2019), il sonno intrauterino diventa regolare dalla 36ma settimana di gravidanza. Prove sperimentali (D. Chamberlain, 1998 e 2004) dimostrano che un feto attraversa una fase di sonno REM (la fase in cui gli adulti sognano), durante la quale gli arti si muovono, suggerendo che stia sognando. Altre prove (S. Ozturk, H. Karagoz, F. Zor, 2006) fanno supporre che i feti sognino prima d’iniziare i movimenti tipici della fase di sonno REM. Uno studio recente ha dimostrato che nei feti di pecora l’attività elettrica del cervello è associata al sogno, iniziando molto prima della manifestazione del sonno REM.
Cosa sognano i feti? Gli scienziati Voss U. e Klimke A. (2018) ritengono che i feti in utero possano sognare le sensazioni provate durante il giorno, sensazioni intrauterine, naturalmente. Altri suggeriscono che il cervello elabori immagini del mondo esterno, attingendole da ciò che s’intende per coscienza collettiva.
Le immagini oniriche sembrano essere un correlato inscindibile della materia cerebrale, sia umana che animale. In feti di vitello all’8° mese di gestazione, Ruckebusch Y. e coll. (1997 e 2004), osservarono stati di veglia e di sonno, simili a quelli rilevati in ruminanti adulti. Idem, in feti di agnello, in cui compaiono fasi di sonno con onde lente al 4° mese di gestazione (periodo gestazionale di 5 mesi), alternate a periodi di veglia. In questi animali, i movimenti fetali sarebbero presenti, sia in veglia, sia nel sonno tipo-REM occupante fino all’80% del tempo di registrazione. Hillman J. (2003), afferma: il sogno non è nel paziente, non è qualcosa che egli fa. Invece, è il paziente a essere nel sogno, ad essere costruito nella sua finzione. Hillman dice che le persone che si vedono nei sogni sono personae, maschere, nella cui cavità è presente un numen (un dio). Non si tratta di rappresentazioni (simulacra) del loro sé vivente, non fanno parte della persona che sogna. In molti sogni omerici, il dio o eidolon (immagine) appare al sognatore nelle vesti di un amico vivente.
Le immagini bidimensionali includono la Mente, non la Mente le immagini, così come è il sogno a includere il sognatore (l’io onirico), non l’inverso. L’esistenza del sogno sarebbe la dimostrazione di come la Mente si disinteressi della sua esperienza mortale per nutrirsi delle immagini che vanno formandola. Hillman lo chiama il vascello immaginale, ovvero la Nave della Morte.

Autore: Giuseppe Budetta – giuseppe.budetta@gmail.com