Archivi categoria: Studi e Ricerche

Santi Maria Randazzo. Seguendo le orme lasciate da Empedocle, Platone e da vari imperatori romani a Motta Santa Anastasia.

Come abbiamo già avuto modo di rilevare l’odierna Motta Santa Anastasia sorge dove un tempo sorgeva la città di Etna-Inessa, che costituiva la base di partenza per la scalata al monte Etna, atteso che da essa partiva la strada che dal versante sud del vulcano conduceva alla sua vetta. La scalata al vulcano era ritenuta una tappa obbligata anche per gli imperatori romani che venivano in Sicilia…

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Autore: Santi Maria Randazzo – santimariarandazzo@live.it

Giuseppe Costantino Budetta. Su una particolarità del miracolo eucaristico di Lanciano che genera perplessità.

Il miracolo eucaristico Lanciano è ritenuto il più importante della chiesa cattolica. Il prodigio avvenne verso la metà del VIII sec. d. C. nella chiesa di San Legonziano. Ci fu un monaco basiliano che dubitava della presenza reale di Gesù nella Eucaristia ed accadde il miracolo inoppugnabile. Durante la consacrazione della Santa Messa l’ostia diventò Carne viva ed il vino si mutò in Sangue vivo…

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Autore: Giuseppe Costantino Budetta – giuseppe.budetta@gmail.com

Anna Marinetti. Il Venetico.

Il venetico è una lingua indeuropea, attestata da oltre 500 iscrizioni datate dal VI al I sec. a.C. e provenienti soprattutto dall’attuale regione italiana del Veneto (in pochi casi, dal Friuli Venezia-Giulia, dall’Austria e dalla Slovenia).
La scrittura utilizzata è un alfabeto locale di derivazione etrusca.
Le iscrizioni venetiche comprendono testi funerari, votivi e pubblici, resi — tranne alcune eccezioni — mediante schemi formulari. Ampiamente documentata è l’onomastica (nomi personali; formula onomastica maschile e femminile).
Le strutture della lingua (fonologia, morfologia, sintassi e lessico), data la natura frammentaria del venetico, sono conosciute solo parzialmente; permangono problemi relativi alla classificazione, anche se è ormai accertata l’appartenenza al ramo italico dell’indeuropeo.

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Autore: Anna Marinetti – Dipartimento di Studi Umanistici, Università Ca’ Foscari Venezia – inda@unive.it

Leggi anche: Culti del Veneto preromano, di Anna Marinetti

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Giorgio Manganello. VELLETRI IN ETA’ ARCAICA (II parte).

Le tracce evidenti, nelle lastre architettoniche della serie Veio – Roma – Velletri, di un “matrimonio sacro” tra un re (Lucio Tarquinio) e una dea protettrice, fecondatrice e “facitrice di re” (come viene chiamata da A. Carandini), ovvero la dea Fortuna – Mater Matuta, identificata in terra, da parte di re Tarquinio, con la regina Tanaquil si possono vedere chiaramente nella scena della “processione nuziale” I e nella “processione nuziale” II.
La dea Fortuna – Mater Matuta, “infatti sarà amata dal re Servio Tullio, successore di Tarquinio Prisco” (A. Carandini – op.cit. – pag.36). Ma la dea Fortuna – Mater Matuta sarà amata e venerata anche da Tarquinio il Superbo, perché opportunamente si prestava a proteggere personalità forti e ambiziose come appunto Lucio Tarquinio. Questo fa pensare, ad esempio, alla vittoria di Tarquinio nello scontro con i Volsci, avvenuto a Velletri tra il 540 ed il 530 a.C. circa…

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Autore: Giorgio Manganello – CENTRO STUDI STORICO-ARCHEOLOGICI “ORESTE NARDINI” – Velletri (Roma) – giorgiomanganello6@gmail.com