Archivi categoria: Storia

Furio GALLINA. San Giorgio delle Pertiche: un toponimo dall’origine controversa.

Pertiche romane, pertiche longobarde.
Sono ben pochi i piccoli comuni italiani ai quali è toccato l’onore di essere citati in un manuale scolastico di storia antica. Uno di questi appartiene all’Alta Pòta padovana: è S. Giorgio delle Pertiche. Nel suo territorio non si svolsero fatti di grande rilievo né vide la luce qualche personaggio che l’abbia reso celebre.
Nonostante ciò il suo nome ha figurato per molti anni nel testo per le scuole medie superiori di Vittoria Calvani ed Andrea Giardina, Le vie della storia, edito da Laterza.


Lo studio si trova in www.archeomedia.net, alla pagina:


http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=3342&cat=Toponomastica


 

Autore: Furio Gallina

Raffaele AVALLONE, Marcina: una vexata quaestio.

Nel libro V della Geografia, Strabone, descrivendo le coste della Campania, nel tratto da Punta della Campanella al fiume Sele, menziona l’esistenza di questo centro etrusco-sannitico, importante e prospero dal punto di vista strategico e commerciale, considerato quale unica emergenza politica di tutto il territorio analizzato.


L’articolo completo si trova in www.archeomedia.net alla pagina:
http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=3304&cat=Studi%20e%20Ricerche


 

Autore: Raffaele Avallone

Email: tweek77@alice.it

Leonella CARDARELLI. La simbologia del Graal.

Sulla simbologia del Graal vi sono teorie divergenti: considerato oggetto sacro nella poesia medievale, esso è visto in Francia come un recipiente (precisamente un calice) contenente un’ostia, nell’ultima cena contiene il sangue di Cristo; in Germania (nel Parsifal) è una pietra miracolosa che dona eterna giovinezza; nella Gerusalemme celeste indica la suprema felicità celeste e terrena.  Il Graal può rappresentare altresì il percorso di una vita, il cammino spirituale dell’uomo ed esistono ancora tantissimi altri approcci. L’attribuzione di una o di un’altra accezione dipende dalla coscienza del singolo individuo: il Graal, infatti, è conquistabile solo dall’uomo puro e in questo senso l’oggetto sacro simboleggia il grado supremo di evoluzione spirituale.
Molti studiosi hanno focalizzato la loro attenzione sulla componente femminile del Graal: esso, infatti, inteso come calice-coppa-contenitore (cioè nella sua rappresentazione più diffusa) rimanda palesemente alla forma di un utero e quindi alla donna. Anticamente la donna rivestiva un ruolo di capitale importanza all’interno della società perchè vista come generatrice di vita: non a caso prima della diffusione del politeismo greco si adorava la Dea Madre (o Grande Madre). La donna, però, dà vita solo se fecondata e posteriormente, quando si scoprì il ruolo dell’uomo (sperma) la donna perse gran parte della sua importanza, infatti oggi Dio è inteso come maschio (nel Cristianesimo stesso si parla di Dio Padre).


L’articolo completo si trova in www.archeomedia.net, alla pagina:


http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=3290&cat=Studi%20e%20Ricerche


 

Autore: Leonella Cardarelli

Carlo FORIN. La notte del Capodanno.

Ci troviamo qui, oggi 31 ottobre sotto al monte Altare di Vittorio, non solo perché ricorre la celebrazione americana di Halloween, che era Trinox Samoni dei Celti, ma, principalmente, PER INTRODURRE A TUTTI IL FATTO CHE PRIMA ERA KAR MUR. ‘forza della vita-morte’ il Capodanno sumero.


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http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=3291&cat=Archeol.%20del%20Linguaggio

Autore: Carlo Forin