La parola “chirurgia” deriva dal greco χειρουργία ed è composta dai termini χείρ, mano, e ἔργον, lavoro, e significa letteralmente “lavoro manuale” . Essa è attestata per la prima volta in Articolazioni e Officina del medico, opere del Corpus Hippocraticum, raccolta di testi medici riferibili, secondo la tradizione, alla figura di Ippocrate di Cos, medico vissuto nel VI – V sec. a.C. .
Gli studi in età moderna sulla regione denominata Commagene risalgono già al 1689 a seguito di Epochae Syromacedonum in vetustis urbium Syriae nummis praesertim Mediceis expositae, composto da Enrico Noris.
Antecedentemente a quest’opera di ampio respiro, le indagini su questa piccola satrapia seleucide erano ristrette ad un campo prettamente numismatico, grazie ad opere come Selecta Numismatica Antiqua, ex museo Petri Seguini.
Narra una leggenda tiria che il cane di Eracle capitò un giorno nei pressi di una roccia e vide sporgere da questa un animaletto sconosciuto. Stanarlo e divorarlo fu questione di un attimo e pure un attimo impiegò il muso del quadrupede nel tingersi di un bel colore rosso che non era sangue, bensì un liquido misterioso emesso da una ghiandola interna della piccola preda.