Winckelmann è stato un grandissimo personaggio del Settecento. Bibliotecario in Germania, poi alla corte pontificia, antiquario del papa, ha cambiato la visione della storia dell’arte antica in modo radicale. Winckelmann costruisce una storia dell’arte basata sulla sua conoscenza dei reperti che man mano venivano ritrovati. Mettendoli a confronto con i testi classici Winckelmann elabora un modello quasi biologico dell’arte greca che vede la sua fase finale, la vecchiaia, nell’arte romana.
“Ci portiamo la Grecia in testa, soprattutto perché siamo figli di questa civiltà”. Questo dice Settis affrontando l’argomento della presenza di temi greci e romani in regioni assai lontane e anche in tempi di progressivo arretramento degli studi classici. Elementi tipici dell’architettura greca fanno parte del lessico progettuale di edifici e monumenti a Berlino, a Londra, in America ( basti pensare alla Casa Bianca) addirittura in Giappone e sono stati basilari per la formazione di architetti del novecento come LeCorbusier o Loos. Ma anche ai giorni nostri, si possono vedere riletture di frontoni ellenici in cima a un grattacielo di New York.
Una delle meravigliose stranezze dell’arte consiste nell’aver anticipato figurativamente concetti che la scienza teorizzerà con secoli di ritardo. Due esempi.
“La piccola chiesa romanica (di S. Niccolò a Casale), costruita su un castelletto del Conte Guido di Battifolle, risale almeno ai primi anni del Mille. Costruita con grossi blocchi di arenaria (pietra del luogo ndR) ben squadrati e allineati, ha l’abside munita di un semplice collare sgusciato (Il Mugello – Massimo Certini – Pietro Salvadori – Edizioni Parigi e oltre, 1999). “La presenza dei Guidi a Stia è per la prima volta menzionata in un atto di donazione rogato nell’aprile del 1054 nella camera del pievano di Santa Maria situata in Stia nel Casentino. Dal documento appare infatti che il donatore fu un Conte Guido figlio del fu Conte Alberto di legge e origine Ripuaria” (Emanuele Repetti “Stia” in Dizionario Geografico, fisico, storico della Toscana).
L’intera presentazione si trova nell’allegato (vedi).