Archivi categoria: Archeologia

Giuseppe PIPINO. Il castelliere di Mongrando? L’ha costruito Talponàt il matt.

Tra le numerose fandonie dure a morire che riguardano la Bessa, la nota discarica delle miniere d’oro romane vicino a Biella, e che in qualche modo vengono alimentate proprio da quei funzionari della Soprintendenza Archeologica che invece dovrebbero fare chiarezza, quella del “Castelliere di Mongrando” è tra le più singolari.


L’articolo completo si trova in www.archeomedia.net, alla pagina:


http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=3094&cat=Studi%20e%20Ricerche

Autore: Giuseppe Pipino

Email: pipinoro@libero.it

Stefano FERRUZZI: Albinia (Gr).

Storia degli scavi
Lungo la via Aurelia sono da poco tornati alla luce i resti di un enorme complesso produttivo legato al commercio del vino con la Gallia. Nei pressi della foce del fiume Albegna, tra la sponda sinistra del fiume e l’abitato attuale di Albinia (provincia di Grosseto), da 6 anni sono portate avanti le ricerche che hanno permesso di individuare un impianto “industriale” di età romana destinato soprattutto alla cottura delle anfore.


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http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=3117&cat=Studi%20e%20Ricerche

Autore: Stefano Ferruzzi

Email: s.ferruzzi@alice.it

Davide BUSATO: L’evoluzione delle paludi nella laguna nord dal IX al XV secolo.

Nel quadro di una ricerca che abbia come obiettivo primario uno studio storico-archeologico riguardante l’isola di Sant’Erasmo, si manifesta la necessità di un’attenta analisi dello sviluppo dell’economia delle paludi retrostanti l’area in oggetto. La laguna torcellana, nella quale era ospitato un gruppo di frammenti insulari tra i quali il nascente lido di Sant’Erasmo, costituiva la sezione sud-ovest del bacino lagunare di Treporti, alimentato principalmente dal Sile, dal Dese, dallo Zero e dal Piave.i L’incontro tra le acque dolci di questi fiumi e il mare fece sì che non solo vi fosse un continuo evolversi della situazione geomorfologica ma, che la stessa area che si estendeva dal lido alla terraferma, da Sant’Erasmo a sud, e da Lio Mazor a nord, fosse coperta già dal IX secolo da ampie distese paludose, dalle quali emergevano isole e dossi, nonché barene e canneti.


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http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=3079&cat=Studi%20e%20Ricerche

Autore: Davide Busato

Dott. Luca BASILE. Produzioni vascolari arcaiche: il cratere di Aristonothos (estratto).

La difficoltà maggiore nello studio delle produzioni vascolari arcaiche della Magna Grecia è dovuta principalmente alla grande varietà di fabbriche coloniali e alle molte importazioni provenienti soprattutto, per l’arco cronologico che interessa questo contributo del VII sec. a .C. , da Corinto dall’Attica e, in misura un po’ minore, dalle Cicladi e dalla Ionia.


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http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=2994&cat=Studi%20e%20Ricerche

Autore: Dott. Luca Basile