Quando respiri l’aria del cielo nulla sulla terra ritornerà mai più come prima, né la terra su cui cammini, né l’acqua su cui ti rifletti. Ale
ATLANTIDE: MITO O REALTA’? Per molti la storia o l’esistenza del continente Atlantide, esistito prima del diluvio universale, è pura fantasia… eppure se ne parla molto e numerose testimonianze ci arrivano da studiosi ed intellettuali. Secondo Corrado Federici “alla base di lontane leggende c’è sempre un nucleo di verità simbolica e spirituale”. Ciò vuol dire che dietro ad ogni nostra forma di pensiero, dietro ogni nostro modo di dire si nasconde qualcosa che è andato perduto. Purtroppo più un evento è cronologicamente lontano e non collocabile in uno spazio temporale ben definito… più viene visto come una leggenda, una fiaba o una favola. Il mito non è fantasia ma un racconto simbolico che contiene una verità. Per la conoscenza esoterica il mito di Atlantide rappresenta il passaggio verso la nostra razza, la razza aria. Esamineremo insieme le testimonianze e i resti archeologici attribuiti a questa civiltà antichissima e poi sarà il lettore a decidere se credere o meno all’esistenza del continente perduto.
Lares sono gli antenati dei Romani. Lo studio di Antares (durato otto anni) dovrebbe far trasparire l’etimo dei Lares. ‘ANTA RESH’ (1): che cosa significa? Non traspare subito il filo che la colleghi ai Lares, anche se risuona ‘res’ in entrambi i termini.
La vittoria greca sui Persiani nelle due guerre nel primo ventennio del V secolo a. C. contribuì a creare una nuova sensibilità artistica che sfociò nelle creazioni del cosiddetto periodo classico. La scultura, in particolare, si liberò della rigidità formale arcaica di kouroi e korai per sbocciare nelle forme mosse e variegate che si possono osservare nella plastica a tutto tondo e, nel caso specifico, nei rilievi.
Nel quadro di una ricerca che abbia come obiettivo primario uno studio storico-archeologico riguardante l’isola di Sant’Erasmo, si manifesta la necessità di un’attenta analisi dello sviluppo dell’economia delle paludi retrostanti l’area in oggetto. La laguna torcellana, nella quale era ospitato un gruppo di frammenti insulari tra i quali il nascente lido di Sant’Erasmo, costituiva la sezione sud-ovest del bacino lagunare di Treporti, alimentato principalmente dal Sile, dal Dese, dallo Zero e dal Piave.i L’incontro tra le acque dolci di questi fiumi e il mare fece sì che non solo vi fosse un continuo evolversi della situazione geomorfologica ma, che la stessa area che si estendeva dal lido alla terraferma, da Sant’Erasmo a sud, e da Lio Mazor a nord, fosse coperta già dal IX secolo da ampie distese paludose, dalle quali emergevano isole e dossi, nonché barene e canneti.
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