Archivi categoria: Archeologia

Giuseppe PIPINO, L’oro nel fronte meridionale dell’anfiteatro morenico d’Ivrea e nella bassa pianura vercellese.

Lungo il fronte meridionale dell’AnfitetroMorenico di Ivrea si trovano le testimonianze di antiche coltivazioni di terrazzi fluvioglaciali auriferi (aurifodine), da me localizzate sulla base di vecchie segnalazioni, di indizi toponomastici e, soprattutto, di analogie giaciturali. 
La scopertarisale al 1987, nel corso di una dettagliata raccolta di indizi “auriferi”, in tutta Italia, fatta per conto di AGIP Miniere, e ne diedi subito segnalazione alla Soprintendenza Archeologica per il Piemonte, avvertendo che doveva trattarsi “…delle aurifodinae coltivate dai Salassi, a cui si riferisce Strabone, che vengono generalmente, ed erroneamente, scambiate con quelle della Bessa nel Biellese”.
La mia segnalazione non ebbe alcuna risposta: venni poi a conoscenza che, nel contempo, la stessa Soprintendenza aveva presentato un progetto di finanziamentoper l’ “Area mineraria della Serra”, nel quale affermava che “…La Bessa….è la sola miniera d’oro d’età romana in Italia” e che “…la prima attestazione delle fonti…riguarda l’intervento romano del 143 a.C., mirato a dirimere la disputa tra Libui di Vercellae e Salassi a causa della deviazione dell’acqua (della Dora) da parte di questi ultimi per il lavaggio dell’oro” (Sopr. Arch. Piem., 1987).


Lo studio completo si trova nell’allegato, vai >>>


Info:
Museo Storico dell’Oro Italiano – http://www.oromuseo.com

Autore: Giuseppe Pipino

Allegato: Giuseppe Pipino.pdf

Stefania CHIRICO, La valorizzazione del patrimonio archeologico vince di mille secoli il silenzio…. Il caso di Loreto Aprutino.

La valorizzazione, la salvaguardia e la comunicazione del patrimonio archeologico rappresentano oggi, forse più che in passato, i mezzi per trasmettere il senso della continuità e dell’appartenenza dell’uomo ai suoi simili, a coloro che lo hanno preceduto e alle generazioni che si avvicenderanno: in un’epoca in cui predomina il gusto per il nuovo, per il tecnologico, per ciò che fa tendenza, l’uomo moderno sembra aver perso il senso della storia, intesa come processo di formazione, di evoluzione, di miglioramento continuo dell’umanità.



L’intero studio si trova nell’allegato.


 

Autore: Stefania Chirico

Email: stefychirico@tiscali.it

Stefania CHIRICO. Strategie di comunicazione per i musei archeologici.I casi del Museo Archeologico Atestino e del Museo Lavinium di Pomezia.

L’archeologia è la disciplina il cui scopo è quello di svelare e raccontare situazioni, episodi, storie di uomini e di società passate, che hanno vissuto in un determinato territorio e che hanno lasciato importanti testimonianze recuperate in anni e anni di campagne di scavo.


Vedi l’intera presentazione nell’allegato.



 

Autore: Stefania Chirico

Email: stefania.chirico@mail.polimi.it

Allegato: Comunicazione per i musei.pdf

Angelo PALEGO, Daniele SAPORITO, Come abbiamo trovato l’Arca di Noe’.

Sottotitolo: Localizzazione dell’Arca di Noe’.
…è proprio la Bibbia che ci dice il preciso punto dove l’ Arca di Noè si fermò sul Grande Ararat…


Indice:
Capitolo 1: Trovata l’Arca grazie alla Bibbia,
Capitolo 2: Dal libro della Genesi,
Capitolo 3: Mappa della cima del Grande Ararat,
Capitolo 4: Crepacci Paralleli,
Capitolo 5: La grande trave dell’Arca di Noè,
Capitolo 6: Localizzazione dell’Arca di Noè,
Capitolo 7: Prova matematica,
Capitolo 8: Catena del Caucaso (1200 Km.), modellata dal “dito di Dio”
Capitolo 9: Arca di Noè,
Capitolo 10: Disegni dei testimoni oculari.


L’intero studio si trova nell’allegato-


Info:
http://www.arkofnoah.ithttp://www.angelopalego.it
Cell. 340.3513860 – Cell. 347.9441849

Autore: Angelo Palego, Daniele Saporito

Allegato: COME ABBIAMO TROVATO L ARCA DI NOE.pdf