Tutti gli articoli di Feliciano Della Mora

Francesca Bianchi. La Sicilia degli Dei: il fascino senza tempo della Sicilia del mito.

FtNews ha intervistato i proff. Giulio Guidorizzi e Silvia Romani, autori del libro La Sicilia degli Dei. Una guida mitologica (Raffaello Cortina Editore, 2022). Un avvincente viaggio nella Sicilia del mito che parte dalle isole Eolie, terre di vento e di fuoco, e arriva fino a Mozia, l’isola sospesa. Sfogliando le pagine di questa originale guida, ci imbattiamo nei miti più noti legati alla fondazione e alla storia delle più importanti città siciliane…

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Autore: Francesca Bianchi – francesca-bianchi2011@hotmail.com

Michele Zazzi. Stele funeraria 168 dalla Necropoli di Certosa Bologna.

La stele di arenaria è di dimensioni monumentali ed è decorata a bassorilievo su entrambi i lati.
Il lato A è suddiviso in tre fasce o registri.
Sul registro superiore vi è rappresentata una scena di lotta tra un serpente ed un ippocampo, animali fantastici che alludono al mondo ultraterreno.
Nella fascia centrale un demone alato guida il defunto verso l’oltretomba su un carro (biga) trainato da cavalli alati.
Nella parte inferiore un cavaliere armato di spada ed abbigliato con corazza affronta un guerriero nudo con scudo ovale e spada a doppio tagliente. La scena viene interpretata variamente come rappresentazione di giochi funebri o come combattimento tra un guerriero celta ed un cavaliere etrusco.
Sula lato B un demone alato porta/guida per mano il defunto a piedi verso l’oltretomba.
La stele rientra nell’ambito della produzione felsinea dei segnacoli tombali della seconda metà del V secolo a.C. che trae spunto da modelli iconografici proposti dalla ceramica attica del periodo. In particolare rientra tra quegli esemplari che presentano due lati figurati rispetto alla netta prevalenza dei monumenti della specie che hanno un solo lato lavorato.
Nella stele in oggetto il tema del passaggio del defunto dalla vita alla morte è descritto mediante due scene diverse in cui compare sempre un demone alato, che potrebbero essere interpretate rispettivamente come riferite al distacco del defunto dal mondo dei vivi e quindi al viaggio di quest’ultimo verso l’aldilà
Il segnacolo è conservato presso il Museo Civico Archeologico di Bologna.

Sulle stele felsinee cfr., tra gli altri:
– Studi sulle stele etrusche di Bologna tra V e IV secolo a.C., a cura di Elisabetta Govi, Edizioni Quasar, 2014.

Autore: Michele Zazzi – michele.zazzi@alice.it

Angela Crosta. Le terapie degli Antoniani.

Uno studio sulle diverse terapie che l’Ordine Antoniano utilizzò per curare l’ignis sacer  o “fuoco di sant’Antonio”, con particolare riferimento alle erbe che Grünewald dipinse nel 1512 sul polittico di Isenheim e all’interessante “ricetta” del balsamo trovata nel 1992 in un “libro dei conti del 1726” della precettoria di Isenheim…

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Autore: Angela Crosta – ang.cr@alice.it