Tutti gli articoli di Feliciano Della Mora

Francesca Bianchi. Alla scoperta dei tesori archeologici di Arzachena.

Accompagnata dall’archeologa Silvia Ricci, il mese scorso ho visitato i siti del Parco archeologico di Arzachena: la necropoli neolitica di Li Muri, il sito più antico visitabile nel territorio di Arzachena, nonché una delle più antiche testimonianze del megalitismo europeo; le monumentali tombe di giganti di Li Lolghi e Coddu ‘Ecchju, la cui grandiosità fa pensare che fossero non solo luoghi di culto in onore degli antenati, ma anche simboli di potere e di controllo del territorio; il complesso nuragico di La Prisgiona; il nuraghe Albucciu; la tomba di giganti Moru; il tempietto nuragico di Malchittu…

Leggi tutto nell’allegato: Alla scoperta dei tesori archeologici di Arzachena

Autore: Francesca Bianchi – francesca-bianchi2011@hotmail.com

Giorgio Manganello. VELLETRI IN ETA’ ARCAICA (II parte).

Le tracce evidenti, nelle lastre architettoniche della serie Veio – Roma – Velletri, di un “matrimonio sacro” tra un re (Lucio Tarquinio) e una dea protettrice, fecondatrice e “facitrice di re” (come viene chiamata da A. Carandini), ovvero la dea Fortuna – Mater Matuta, identificata in terra, da parte di re Tarquinio, con la regina Tanaquil si possono vedere chiaramente nella scena della “processione nuziale” I e nella “processione nuziale” II.
La dea Fortuna – Mater Matuta, “infatti sarà amata dal re Servio Tullio, successore di Tarquinio Prisco” (A. Carandini – op.cit. – pag.36). Ma la dea Fortuna – Mater Matuta sarà amata e venerata anche da Tarquinio il Superbo, perché opportunamente si prestava a proteggere personalità forti e ambiziose come appunto Lucio Tarquinio. Questo fa pensare, ad esempio, alla vittoria di Tarquinio nello scontro con i Volsci, avvenuto a Velletri tra il 540 ed il 530 a.C. circa…

Leggi tutto, vai a: http://www.federarcheo.it/giorgio-manganello-velletri-in-eta-arcaica-ii-parte/

Autore: Giorgio Manganello – CENTRO STUDI STORICO-ARCHEOLOGICI “ORESTE NARDINI” – Velletri (Roma) – giorgiomanganello6@gmail.com

Giorgio Manganello. VELLETRI IN ETA’ARCAICA (I parte).

Nell’ottobre del 1784, durante la costruzione di un muro meridionale di un oratorio accanto alla chiesa di Santa Valle, ovvero di Santa Maria della Neve, all’estremità sud-ovest nell’estremo sperone tufaceo dell’antica Arx veliterna, furono rinvenuti molti resti di terrecotte architettoniche facenti parte di un tempio arcaico etrusco – italico in legno, del quale vennero identificati i resti delle fondamenta.
Queste terrecotte andarono a far parte della collezione del Cardinale Stefano Borgia, dottissimo mecenate fin dal XVIII secolo e collezionista di antichità. Tali terrecotte successivamente confluirono presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli dove tutt’oggi si trovano.
Altre terrecotte architettoniche fittili furono rinvenute nel 1910, sempre nell’area sottostante la Chiesa di Santa Maria della Neve, dall’archeologo Giovacchino Mancini, e costituiscono senza alcun dubbio “uno dei più completi e articolati complessi decorativi di ‘prima fase’ in ambiente etrusco – laziale” (F. R. Fortunati, “Il Tempio delle Stimmate”, in AA.VV. “Museo Civico di Velletri” 6 – Cataloghi dei Musei Locali e delle Collezioni del Lazio – Casa Edit.ce Quasar – Roma, 1989 – pag. 57). Quest’ultime terrecotte fittili si trovano attualmente esposte presso il Museo Civico Archeologico di Velletri. ..

Leggi tutto, vai a: http://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Velletri-in-et%C3%A0-arcaica-I-parte.pdf

Autore: Giorgio Manganello – CENTRO STUDI STORICO-ARCHEOLOGICI “ORESTE NARDINI” – Velletri (Roma) – giorgiomanganello6@gmail.com

Pasquale Scarnera. Il culto di san Michele arcangelo come cristianizzazione del culto di un eroe fondatore dell’antica cettà Peuceta.

L’identificazione di un Santo Patrono per una città, oltre che basarsi su testimonianze mistiche e leggende locali, potrebbe a volte innestarsi su di un patrimonio culturale preesistente, che connotava l’immaginario della popolazione di riferimento, secondo modalità in grado di modularne il passaggio senza soluzione di continuità, tuttavia trasformandone i contenuti, senza allontanarsi troppo dalle rispettive connotazioni degli spazi immaginari simbolici della tradizione più antica e di quella più recente.
Viene quindi discusso il caso di un Complesso Rupestre situato nella città di Gravina in Puglia (BA), quello di “San Michele delle Grotte”.

Leggi tutto nell’allegato: IL CULTO DI SAN MICHELE ARCANGELO COME CRISTIANIZZAZIONE DEL CULTO DI UN EROE FONDATORE DELL’ANTICA CITTA’ PEUCETA

Autore: Pasquale Scarnera – linosca@questacitta.it