A volte ci si chiede se esiste una archeologia delle acque, ovvero di ciò che ha a che fare con strutture connesse direttamente con l’acqua. L’archeologia si occupa anche di ciò, poiché tra le infinite strutture costruite dall’uomo ne esistono una serie destinate all’approvvigionamento delle acque, ma anche allo scarico di quelle conosciute quali acque reflue, vuoi esse siano acque alluvionali vuoi siano acque sporche ovvero provenienti dallo scarico delle fogne.
Una dietro l’altra, prive di rallentamenti, le notizie riguardanti la violenza e la non legalità nelle adiacenze di una scuola, ci martellano le tempie, come a non voler consentire alcuna tregua a chi pensa e sostiene erroneamente, che in fin dei conti sono soltanto ragazzate, episodi spiacevoli che a quell’età sono sempre accaduti.
Quando nel 1983 inizia la ricerca di oro epitermale in Toscana Meridionale, con il solo ausilio del piatto di lavaggio, il primo problema da affrontare era costituito dalla distinzione con oro eventualmente proveniente da filoni a solfuri, diffusi nella zona.